Giornata mondiale contro l’AIDS, una sfida globale tra prevenzione e informazione

30.11.2025 – 11.50 – Domani, 1 dicembre, ricorre la Giornata Mondiale contro la sindrome da Immunodeficienza Acquisita (AIDS) promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Istituita nel 1988 per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’HIV e l’AIDS, è considerata la prima giornata mondiale dedicata ad un tema di salute. Non si tratta solamente di promuovere pratiche di prevenzione per contrastare un fenomeno che colpisce annualmente milioni di persone, ma anche di combattere lo stigma sociale ad esso associato. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2024 sono state registrate 2379 nuove diagnosi di infezione da HIV in Italia. L’incidenza osservata nel nostro Paese è pari a 4 nuovi casi ogni 100.000 residenti, mentre per il Friuli Venezia Giulia è pari a 1,5 casi ogni 100.000 residenti. L’incidenza osservata in Italia risulta dunque inferiore rispetto alla media dei paesi dell’Europa occidentale (5,9 nuove diagnosi ogni 100.000 residenti). I dati epidemiologici sull’AIDS del 2024 mostrano invece un quadro stabile: nel 2024 sono state segnalate 450 nuove diagnosi in Italia, dato in linea con l’andamento degli ultimi anni. Si stima che alla fine del 2024 vi fossero 24.790 casi prevalenti in Italia. In Friuli Venezia Giulia, il numero di casi diagnosticati di AIDS si rivela in progressiva diminuzione rispetto agli anni precedenti.

Bisogna però sottolineare che oltre la metà delle nuove diagnosi avviene in fase clinica avanzata, quando il livello di immunodepressione è già significativo: a causa dell’assenza di sintomi negli anni che precedono la manifestazione dell’AIDS, molti non effettuano il test HIV. Inoltre, l’inconsapevolezza del proprio stato di infezione favorisce un’ulteriore diffusione dell’infezione, per la quale ancora non esiste una cura definitiva. Le evidenze scientifiche mostrano tuttavia che le prospettive di vita per chi scopre di avere l’HIV ed entra tempestivamente in terapia sono simili a quelle di un individuo sano. L’AIDS altro non è che la conseguenza clinica tardiva causata dal virus dell’immunodeficienza umana (HIV), e può manifestarsi nei positivi all’HIV anche dopo diversi anni dal contagio: è indispensabile dunque prevenire l’AIDS effettuando il test HIV e, in caso di risultato positivo, intraprendendo precocemente la terapia antiretrovirale.

In altre parole, la prevenzione è l’unica via che consente di proteggersi dall’HIV e, più in generale, dalle infezioni sessualmente trasmesse. Per questo, la diffusione di un’informazione scientificamente valida e aggiornata è fondamentale. Le iniziative sul nostro territorio non mancano: il FVG aderisce infatti alla “Rete Regionale delle Scuole che Promuovono Salute”, un programma che mira a rafforzare l’educazione alla salute nelle scuole di tutta la Regione. In occasione del 1 dicembre, inoltre, Trieste e Gorizia ospiteranno la manifestazione “Visti e Svisti”, per esplorare i molteplici aspetti dell’infezione da HIV e delle altre malattie a trasmissione sessuale (MST): un’attenzione particolare sarà dedicata ai ragazzi e ai giovani adulti, fasce di popolazione sempre più coinvolte ma ancora poco abituate a ricorrere ai servizi sanitari dedicati (tra questi, il telefono verde 800 861061 dell’Istituto Superiore di Sanità). L’apertura della manifestazione si terrà l’1 dicembre alle 12.00 presso la Sala Veruda del Comune di Trieste, con la presentazione dello stato epidemiologico attuale dell’infezione da HIV da parte degli specialisti del Centro per le MST e della Clinica di Malattie Infettive. Il programma completo è disponibile sulla pagina web dedicata.

Con lo slogan scelto per il 2025, “Superare le difficoltà, trasformare la risposta all’AIDS”, l’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea l’urgenza di superare le interruzioni e le disuguaglianze che negli ultimi anni hanno rallentato la risposta globale all’HIV/AIDS. Il primo dicembre si rifletterà dunque sulla necessità di rafforzare i sistemi sanitari e le politiche di prevenzione, diagnosi e cura, l’efficienza dei servizi, la cooperazione internazionale e l’approccio basato sui diritti umani, per accelerare il percorso verso l’eliminazione dell’AIDS entro il 2030.

[b.m.]

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