01.04.2025 – 15.30 – «La semplificazione su questi temi è pericolosa, ci fa perdere la visione sui diritti che vogliamo garantire alla comunità». Sono queste le parole del governatore Massimiliano Fedriga intervenuto oggi con l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi all’incontro dedicato alla rete delle cure palliative in Friuli Venezia Giulia. «Per nuovi progetti innovativi – ha assicurato – dedicheremo presto nuove risorse». Un’occasione per fare il punto a quindici anni di distanza dalla legge 38 con la quale l’Italia ha adottato, nel 2010, un quadro organico di principi e disposizioni normative per garantire un’assistenza qualificata appropriata in ambito palliativo e della terapia del dolore, per il malato e la sua famiglia. La legge, infatti, garantire l’accesso alle cure palliative per ogni tipo di sofferenza, da quella causata da malattie inguaribili a quella legata a patologie croniche non più responsabile a trattamento attivo. Il nodo centrale è di prevenire o trattare prima possibile i sintomi correlati alla malattia e le possibili tossicità correlate a terapie pregresse oltre a qualsiasi problema psicologico, sociale e spirituale. È emerso che delle persone decedute a causa di un tumore, circa il 90 per cento ha avuto necessità di un piano personalizzato di cura e assistenza in grado di garantire negli ultimi mesi la migliore qualità di vita possibile. Le cure palliative sono rivolte a malati di qualunque età. Nel 2022 presso ciascuna azienda per l’assistenza sanitaria è stato costituito il Servizio di coordinamento della rete delle cure palliative.
Nel 2023 è stato formalizzato un “piano di potenziamento regionale delle cure palliative 2023-2025” avviando percorsi formativi per il personale e definendo un percorso di presa in carico clinico-assistenziale del paziente. Sono anche state istituite le quattro strutture di cure palliative che hanno consentito di coordinare in ogni azienda l’offerta sia residenziale che ambulatoriale e domiciliare di cure palliative. Sempre nel 2023 è stato stanziato un finanziamento aggiuntivo di 500mila euro per l’acquisizione di beni e servizi per l’equipaggiamento e il supporto delle attività delle Unità di cure palliative. Attenzione è stata posta anche alle risorse umane incrementando il personale dedicato alle cure palliative: attualmente oltre al personale del centro regionale (2 medici, 2 infermieri, 1 psicologa, 1 assistente spirituale) nell’azienda del Friuli occidentale è stata istituita una ssd assistenza domiciliare pediatrica e nell’azienda del Friuli centrale un incarico ad alta specializzazione per un medico. Nel breve futuro si concretizzerà anche l’hospice dedicato all’età pediatrica. I pazienti oncologici che hanno ricevuto cure palliative sono stati, nel 2023, 3.199 ma è su quelli non oncologici (698) che «vanno concentrati gli sforzi». E se una delle priorità è quella di garantire l’assistenza anche a domicilio, un ruolo chiave lo gioca la telemedicina: il 78 per cento che ha ricevuto una tele-visita ha evitato l’accesso in ospedale.
[e.b.]


