14.04.2022 – 07.01 – Rafforzare i servizi marittimi, con particolare riferimento al bacino del Mediterraneo, sollecitare collegamenti veloci ed efficaci tra le componenti logistiche del Friuli Venezia Giulia, considerare i singoli porti della Regione non quali monadi isolate, ma come elementi di un’unica, grande, piattaforma logistica regionale.
È la ricetta per lo scalo giuliano proposta dal Presidente di Confetra Fvg Stefano Visintin, all’interno della cornice della tavola rotonda di Nord Adriatico Magazine dal titolo “Dal porto di Trieste al sistema logistico regionale”. Se il Presidente dell’Authority nell’occasione rappresentava il porto nella sua funzione pubblica, Visintin era presente quale rappresentante delle (tante) società private che lavorano nello scalo.
Secondo Visintin la forza di Trieste, comparata a Rijeka/Fiume e Koper/Capodistria, risiede nel “poter contare su un sistema logistico regionale”. L’autorità portuale dispone di un sistema ormai ben articolato, con “un porto core, quello di Trieste, assieme a porti di rilevanza internazionale, quali Monfalone e Porto Nogaro, e un’efficace rete di interporti”.
Si tratta di “un discorso che stiamo svolgendo a livello europeo con esclusività italiana” infatti è “un’architettura assente in altre parti d’Italia”; una specialità tutta giuliana “che si estende anche agli altri porti del nord adriatico” che d’altronde già accusano “evidenti problemi di congestionamento”.
Se dunque c’è “un ben articolato sistema portuale e retroportuale”, occorre però “fare passi in avanti nell’integrazione tra i diversi punti logistici”. Le merci non possono permanere infatti nel porto, perchè “gli spazi sono molto piccoli, limitati”; pertanto servono urgentemente “forme di collegamento rapido tra porti, retroporti e interporti“.
“Ogni inefficienza è un costo, ogni camion che aspetta al varco è un costo” ha rincarato Visintin “Noi abbiamo bisogno di trasportare continuamente le merci da un punto all’altro; ma se ad esempio impieghiamo quattro ore per trasportare le merci dalla piattaforma di HHLA all’Interporto di Bgnoli, a livello di costi è come se fossero distanti 500 chilometri”. Ed è in questi casi che “ci serve la digitalizzazione, ma sul serio”.
Accanto all’efficientamento dei collegamenti locali, occorrerebbe secondo il Presidente di Confetra “puntare sui servizi marittimi con le altri parti del Mediterraneo“.
Il traffico ro-ro con la Turchia, la cosiddetta “autostrada del mare” è ora un caso di studio; e se i servizi a terra sono già oggettivamente molto buoni, ora occorre migliorare quelli via mare. D’altronde, con il conflitto Ucraina-Russia in pieno svolgimento, e “leggendo i messaggi che ci arrivano dal mondo produttivo”, è probabile che ci sarà una “riorganizzazione delle filiere produttive”. Le merci infatti “arriveranno meno dall’estremo oriente e presumibilmente più dall’Egitto, l’East Africa e il West Africa“. Però, allo stadio attuale, “andando a ovest dell’Egitto i nostri servizi container diventano molto poveri”.
Largo spazio dunque agli Intra-MED, “perchè non dobbiamo smettere di migliorarci, sempre”.
[z.s.]


