Crociere, D’Agostino: “Trieste con le navi bianche fa un salto di qualità”

13.04.2022 – 16.03 – Le gigantesche sagome color avorio delle navi firmate MSC attraccate alle Rive di Trieste hanno riacceso il dibattito sull’opportunità o meno di scommettere sul turismo crocieristico.
Interpellato nell’occasione della tavola rotonda organizzata da Nord Adriatico Magazine dal titolo “Dal porto di Trieste al sistema logistico regionale” il presidente dell’Authority Zeno D’Agostino si è dichiarato a favore, osservando che proprio oggi l’Assemblea di Trieste Terminal Passeggeri approverà una crescita che rileva circa 1 milione e mezzo di utile. Se fino a pochi anni addietro il Porto di Trieste annoverava entrate che si aggiravano sugli 80 milioni di dimensione, ripartite tra l’Autorità portuale e le società partecipate, oggi quella cifra è salita a 130 milioni; e una percentuale non irrilevante è attribuibile alle navi da crociera. Pertanto considerando la sola dimensione economica, ha osservato D’Agostino, le navi convengono; e convengono ancor di più se si considerano le conseguenze per l’occupazione e la crescita. “Speriamo che ora non lo si chiami più il Trieste terminal parcheggi” ha motteggiato D’Agostino, ammettendo che “Gioca chiaramente un ruolo chiave Venezia” senza le cui difficoltà difficilmente Trieste avrebbe primeggiato; “ma dopotutto in tutte le situazioni che coinvolgono i trasporti bisogna guardare alle lacune degli altri”.

“L’anno scorso – ha ricordato D’Agostino – i proprietari dei bar e dei ristoranti mi chiedevano, quando passavo in Piazza Unità, se oggi arrivava la nave bianca; e lo facevano tutti, compresi coloro che hanno i ristoranti stellati”. Pertanto grazie alle crociere “c’è un livello di turismo che parte dalla base, ma arriva in alto“; occorre infatti ricordare che tra le realtà crocieristiche che hanno scelto Trieste figurano eccellenze come lo Yacht Club Msc. Pertanto “c’è una componente di turismo complessiva che fa bene, specie nel periodo post Covid; ma a mio parere la città sul mare con le navi da crociera fa davvero un salto di qualità dal punto di vista turistico, radicalmente diverso dal non averle”.

La questione che ci si pone allora, una volta accertata la presenza delle navi bianche come vantaggiosa per il capoluogo, è se convenga che sia un porto o un luogo di transito. Nel primo caso gli incassi sono maggiori per lo scalo, ma inferiori per la città; il turista parte per la propria crociera, è ansioso di caricare i bagagli a bordo, vuole partire; nel secondo caso invece conviene meno per la logistica, ma maggiormente per la città, perchè il turista scende dalla nave appositamente per visitare il luogo, vuole conoscerlo a cuor leggero, senza preoccupazioni di perdere la partenza o di smarrire le borse.
Senza dubbio “sotto il profilo del valore per la città è il transito che garantisce il valore autentico”. Occorre però rendere sostenibili queste navi bianche, utilizzare i 36 milioni forniti dal PNRR per elettrificare le banchine; operazione trasversale allo scalo giuliano, ma particolarmente utile in questo caso considerando che “le navi da crociera in quest’ambito sono tra le più avanzate”. Nel futuro le navi bianche potranno “attraccarsi alla banchina e spegnere i motori”, garantendo un livello di inquinamento accettabile.
Intanto lo scalo giuliano ha siglato il “Blue agreement” che permetterà in via volontaria alle navi da crociera di utilizzare carburanti a basso consumo di zolfo nelle aree antistanti la città, riducendo l’impatto ambientale.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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