12.04.2025 – 9.30 – Punta a rafforzare la collaborazione su ricerca, innovazione e formazione nei settori dell’acqua e dell’economia circolare, la nuova convenzione tra l’Università di Trieste e l’Università di Udine con Ausir, Autorità Unica per i Servizi Idrici e Rifiuti del Friuli Venezia Giulia, e i principali gestori dei servizi idrici e ambientali del territorio regionale. Il documento è stato presentato e firmato nella sede della Regione, in Piazza Unità, alla presenza del presidente Massimiliano Fedriga. L’accordo, siglato in precedenza nel 2019, si rinnova con l’intento di promuovere progetti di ricerca applicata, iniziative congiunte di alta formazione, la partecipazione a bandi competitivi, oltre alla valorizzazione di dati, esperienze e infrastrutture tecniche condivise. Sostiene l’attività dei master interateneo già avviati con la collaborazione dei gestori pubblici, tra cui quello in “Tecnologia e Management del Ciclo Idrico Integrato” e quello in “Economia Circolare e ciclo integrato dei Rifiuti”. Il presidente di Ausir, Andrea Delle Vedove, ha sottolineato come sia «una convenzione quadro che mostra l’importanza di una forte sinergia tra tutti i soggetti coinvolti». Accanto ad Ausir hanno aderito AcegasApsAmga, Acquedotto del Carso – Kraški vodovod, CAFC, HydroGEA, Irisacqua, Livenza Tagliamento Acque, A&T 2000, Ambiente Servizi, GEA – Gestioni Ecologiche e Ambientali, Isontina Ambiente, MTF e NET.
Il documento va dunque a consolidare la volontà condivisa di collaborare sui temi della sostenibilità e dell’innovazione applicata alla gestione del ciclo idrico integrato e dei rifiuti. La nuova Convenzione mira a promuovere progetti di ricerca applicata, iniziative congiunte di alta formazione, la partecipazione a bandi competitivi, oltre alla valorizzazione di dati, esperienze e infrastrutture tecniche condivise. «La Convenzione – ha spiegato Roberto Di Lenarda, Rettore dell’Università di Trieste – rappresenta un’opportunità concreta per attivare nuove ricerche multidisciplinari capaci di affrontare, in chiave innovativa, le sfide della gestione sostenibile delle risorse idriche e ambientali. Gli ambiti di collaborazione spaziano dallo studio dei sistemi acquiferi e delle infrastrutture di rete alla gestione dei reflui e dei fanghi, dall’analisi economica e normativa dei servizi pubblici alla valorizzazione dei rifiuti in ottica di economia circolare. Centrale è anche l’impegno nella comunicazione e nella formazione, considerate leve strategiche per promuovere consapevolezza e cambiamento sia a livello tecnico che sociale». Fedriga ha parlato di «temi cruciali» riferendosi anche alla crisi idrica a livello nazionale «nei riguardi della quale dobbiamo fare la nostra parte». Se è vero che il Friuli Venezia Giulia «è una regione ricca d’acqua dobbiamo comunque combattere gli sprechi specie quando le falde sono molto basse» ha evidenziato.
[e.b.]


