16.04.2025 – 10:04 – Con il 54,03% dei voti raccolti nelle elezioni comunali, Alessandro Basso è stato eletto nuovo sindaco di Pordenone, succedendo ad Alessandro Ciriani, che ha lasciato il governo della città dopo otto anni per approdare al Parlamento europeo. Proclamato ufficialmente ieri mattina, la vittoria di Basso, maturata al termine di una campagna ha mescolato pragmatismo amministrativo e ambizioni di rinnovamento sociale, segna l’inizio di una fase che mira a coniugare continuità e trasformazione. La sua agenda, sobria nei toni, decisa nella traiettoria, si articola attorno a tre assi fondamentali: infrastrutture, macchina amministrativa e cultura. Tre direttrici che rivelano una concezione della città come organismo connettivo, in cui l’efficienza della rete logistica, la lucidità della governance e la qualità della vita pubblica sono elementi inscindibili di un progetto coerente. “Occorre mettere a frutto i collegamenti con la Regione, prendere in mano i cantieri esistenti e dare una linea chiara per quelli nuovi”, ha dichiarato il nuovo Primo cittadino, delineando una visione in cui mobilità e accessibilità diventano architravi della politica urbana.
Particolarmente significativa sarà la sfida culturale: Pordenone è stata designata Capitale Italiana della Cultura per il 2027, e la responsabilità di guidare questo percorso è già nelle mani di una figura ben nota. «L’ambito culturale continuerà ad essere affidato ad Alberto Parigi», conferma Basso, “una figura che ha saputo interpretare con visione e determinazione il progetto Pordenone 2027”.
Non meno rilevante appare il disegno istituzionale che il sindaco intende imprimere al municipio, con la creazione di due nuove deleghe,agli anziani e ai quartieri, che suggeriscono un’attenzione particolare al tessuto sociale. In questo senso, Casa Serena, storica struttura per anziani che Basso ha visitato il giorno dopo l’elezione, assume valore simbolico: “Gli sguardi che ho incontrato lì rappresentano l’idea di inclusione da cui desidero partire”, ha confidato.
La questione generazionale resta al centro della visione strategica. In un territorio dove molti giovani guardano altrove per costruire il proprio futuro, Basso punta sull’università come leva di attrattività e sviluppo. “Portare l’ateneo nel cuore della città non è solo un progetto urbanistico, ma un atto che mira a restituire centralità ai giovani, con l’auspicio che Pordenone possa diventare un polo universitario importante.”
Al contempo, Alessandro Basso ha annunciato una politica di rigenerazione urbana ispirata alla sobrietà dell’intervento puntuale, piuttosto che all’epica delle grandi opere. I primi segnali giungeranno da quartieri come Rorai, dove si interverrà su asfaltature e manutenzioni di base: “un approccio che cerca di rispondere ai bisogni quotidiani senza rinunciare a una visione d’insieme.”
Sul Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), Basso ha concluso affermando: “È uno dei capitoli della mia agenda, e me ne occuperò personalmente. È una questione che non riguarda solo l’accessibilità, ma la dignità urbana”. Il tema, già emerso in campagna elettorale, incarna una sensibilità trasversale: l’idea che l’accessibilità sia premessa necessaria per qualsiasi progetto di città inclusiva.


