Ryanair taglia, Trieste decolla. L’abolizione della tassa d’imbarco come chiave del successo

24.02.2025 – 11:21 – Mentre Ryanair taglia rotte in tutta Europa, il Trieste Airport invece sembra andare controcorrente. E il merito, oltre che della posizione geografica, va a una mossa che ha fatto la differenza: l’abolizione della tassa comunale d’imbarco. Nel 2025, la compagnia low-cost irlandese guidata da Michael O’Leary ha dichiarato che ridurrà drasticamente i voli in risposta all’aumento delle imposte aeroportuali in Europa. Dall’Italia alla Spagna, dalla Germania alla Danimarca, il piano di tagli è massiccio. Come riporta IlNordest, “L’Unione Europea deve riformare il traffico aereo e tagliare le tasse sull’aviazione,” ha dichiarato O’Leary in una recente conferenza stampa a Bruxelles. Un messaggio chiaro che le autorità del Friuli Venezia Giulia sembrano aver colto prima di altri, trasformando lo scalo triestino in un’avanguardia del traffico low-cost. Fino a pochi anni fa, il Trieste Airport era poco più di una fermata di passaggio. Con una media di 700-800 mila passeggeri all’anno, lo scalo del Friuli Venezia Giulia ‘viveva nell’ombra’ di colossi come Venezia.

Poi, il colpo di scena: la giunta regionale decide di abolire la tassa comunale d’imbarco, permettendo a Ryanair di risparmiare 2,4 milioni di euro in un anno. Un incentivo che ha fatto decollare il traffico: nel 2024 l’aeroporto ha raggiunto quota 1,32 milioni di passeggeri, di cui 750 mila portati dalla compagnia irlandese. “La Regione è stata fondamentale – riconosce Marco Consalvo, amministratore delegato del Trieste Airport –. Abbiamo superato un sistema bloccato e ci siamo proiettati nel futuro.”

I numeri parlano chiaro: per il 2025 si prevede di superare 1,6 milioni di passeggeri, con un incremento del 25%. Ryanair ha fatto di Trieste una base permanente per due dei suoi aeromobili.

Altrove, però, la situazione è ben diversa. In Spagna, Ryanair taglierà il 18% del traffico aereo, eliminando 12 rotte e chiudendo basi a Jerez, Valladolid e Santiago. In Germania, la compagnia ridurrà il 12% dei voli, chiudendo le basi di Lipsia, Dortmund e Dresda. La Danimarca vedrà la chiusura della base di Billund e la cessazione dei voli da Aalborg. E in Italia, oltre alla riduzione della flotta a Fiumicino, restano ombre su ulteriori possibili tagli.

Mentre l’Europa affronta questa tempesta, Trieste sembra navigare in acque tranquille. “Abbiamo sempre avuto un gap rispetto ai concorrenti per il bacino d’utenza limitato – ammette Consalvo – ma oggi la sfida è attirare passeggeri anche dalla Slovenia e dalla Croazia.” Una sfida ambiziosa, ma non impossibile.

[c.v.]

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