21.01.25 – 18:30 – “La bocciatura del referendum stabilita dalla Corte Costituzionale non cambia molto rispetto allo stato dell’arte sul percorso dell’Autonomia differenziata: la legge
Calderoli era già stata demolita nella sentenza del novembre scorso e ora è una legge-zombie che giacerà a lungo nei cassetti del Parlamento”, commenta Massimo Moretuzzo, capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg e segretario del Patto per l’Autonomia, all’indomani della bocciatura.
“Tra i punti specifici, concreti e oggettivi di incongruenza costituzionale individuati dalla Corte Costituzionale c’è quello che riguarda l’aggancio al carro della autonomia differenziata
delle Regioni a statuto speciale, le quali, ha evidenziato la Corte, hanno un altro strumento per far evolvere la loro autonomia: la riforma dei rispettivi statuti con legge costituzionale. Una posizione che abbiamo ribadito in più occasioni come Patto per l’Autonomia e che deve essere tenuta in considerazione per rilanciare la specialità regionale”, sottolinea ancora Moretuzzo.
“Se il confronto politico non rischiasse oggi di essere ridotto a pura propaganda, chi governa la Regione dovrebbe cogliere al balzo questa opportunità e avviare un confronto serio con lo Stato su una serie di questioni fondamentali, come ad esempio il tema del governo del territorio: una maggiore competenza diretta della Regione in questo campo avrebbe potuto limitare la vergognosa speculazione che si sta verificando con i parchi
fotovoltaici sui terreni agricoli del Friuli. Alla maggioranza di Centrodestra, invece, paiono interessare di più i dibattiti ad personam sul terzo mandato, usando strumentalmente l’autonomia regionale in base agli interessi particolari di qualcuno”, conclude il segretario del Patto.
[e.e.]


