Tamponi anche per i vaccinati? L’AGIS insorge: “Disastro culturale”

20.12.2021 – 10.39 – Il meccanismo è ormai noto e si sviluppa, da un paio di anni, con cadenza ciclica: i primi luoghi a venire chiusi, man mano che salgono i contagi, sono teatri, cinema e palestre; ciò nonostante siano i luoghi, specie col Super Green Pass, che adottano le maggiori precauzioni.
Una sproporzione, a confronto con bar e ristoranti, connessa alla minore presenza sul territorio: il settore della ristorazione, nonostante sia molto meno rigido nell’applicazione delle normative anti Covid, ha un peso maggiore nelle trattative col governo; a confronto con un settore, quale quello culturale, tradizionalmente bistrattato in Italia.
Non sorprende allora che nelle ultime ore sia circolata un’indiscrezione all’ANSA secondo cui si proporrebbe di rendere obbligatori i tampini anche ai vaccinati per accedere agli eventi come cinema e teatri che già richiedono il Super Green Pass. La notizia non è stata confermata e successivamente l’ANSA l’ha modificata, ma confermerebbe le voci che serpeggiano da tempo.
L’AGIS (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo) ha immediatamente reagito con una lettera inviata al premier Mario Draghi:

“Le notizie apparse sugli organi di stampa di un possibile obbligo di tampone per gli spettatori di cinema e teatri hanno creato una forte preoccupazione nel settore. Giova ricordare in questa sede che chi partecipa ad attività culturali deve essere dotato di super green pass, misura da noi convintamente sostenuta, e utilizzare per tutto il tempo i dispositivi di protezione individuale. Il distanziamento nei luoghi di spettacolo è garantito da sedute inamovibili e da una gestione del pubblico fortemente controllata, come previsto dalle Linee Guida della Conferenza delle Regioni. Aggiungere a ciò l’obbligo di un tampone, comporterebbe un fortissimo disincentivo alla partecipazione ed indebolirebbe lo strumento molto efficace del super green pass”.

“Tutto ciò – continua la nota – creerà ancor minore sostenibilità economica, creando alle imprese un danno di centinaia di milioni di euro, visto il particolare periodo festivo, ed ulteriori difficoltà a decine di migliaia di lavoratori già profondamente colpiti dalle ricadute pandemiche. La sicurezza di cinema e teatri è, per tutte le ragioni esposte, fuori discussione e, tra l’altro, rappresentata con convinzione da campagne istituzionali, da noi promosse insieme al Ministero della Cultura. Le chiediamo, quindi, un Suo autorevole intervento per evitare un danno incalcolabile e, probabilmente, non più recuperabile per questo settore. Siamo certi che, pur nel rispetto delle esigenze di salute pubblica, converrà con noi sul fatto che le misure in atto sono già a garanzia di assoluta sicurezza”.

“La pandemia – conclude la nota – come da lei definito nel nostro incontro, ha rappresentato, tra l’altro, anche un ‘devastante disastro culturale’. Le chiediamo di evitarne ulteriori conseguenze che potrebbero derivare da misure eccessivamente restrittive”.

[z.s.]