12.01.25 – 08:30 – Tra i dolci più amati dai triestini e simbolo delle festività, i crostoli occupano un posto speciale, soprattutto durante il Carnevale, che nel 2025 arriverà il 2 marzo. E’ infatti tradizione preparare questi dolci fritti, sottili e croccanti, resi una vera prelibatezza dalla spolverata di zucchero a velo finale.
I crostoli – conosciuti con diversi nomi a seconda della regione, chiacchiere, bugie, gàlani – hanno origini antiche la cui preparazione è stata tramandata di generazione in generazione e il cui nome rimanda alla loro forma irregolare e frastagliata, a volte quadrata a volte rettangolare, oppure a strisce sottili o attorcigliate.
La pasta lievitata o sfoglia, stesa in maniera fine, può essere arricchita con un po’ di grappa, liquori aromatici o vino bianco, seguendo la tradizione istriana che dona un tocco di carattere al dolce.
Una volta essere stata tagliato, l’impasto – a base di farina, uova, zucchero e burro – si taglia in strisce o rettangoli, che vengono poi intrecciate o semplicemente lasciate così come sono. Dopo la frittura in abbondante olio caldo, i crostoli vengono scolati e adagiati su carta assorbente per eliminare l’eccesso di grasso, per poi essere cosparsi generosamente di zucchero a velo.
In alcuni casi, vengono proposti ripieni di crema pasticcera, marmellata o cioccolato, e aromatizzati, magari con un filo di miele di acacia, dando vita a varianti moderne che conquistano anche i palati più esigenti.
I crostoli sono un dolce che racchiude in sé il calore della tradizione, la convivialità e la passione per la buona cucina di Trieste, sia in occasione del Carnevale che in qualsiasi altro momento dell’anno.
[e.e.]


