I prezzi dei farmaci, normalmente, sono stabiliti dallo Stato; le mascherine, che a seconda dei casi vengono considerate presidi medici o meno e non fanno parte della categoria dei farmaci, non hanno un prezzo fisso; non sembra esserci un limite di legge sul ricarico: ecco che, se il quantitativo viene considerato in blocco o singolarmente, la situazione cambia e le mascherine non possono essere vendute singolarmente. “Sono stato criticato perché non ho venduto le mascherine sfuse”, sottolinea il titolare della farmacia Neri, “ma è ben chiaro anche da una circolare dell’Ordine dei Farmacisti che la legge ne vieta la vendita singola. Inoltre, con un virus contagioso come il Covid-19, è assolutamente controindicato e pericoloso distribuirle singolarmente: c’è il rischio di infettare il cliente e tutta la confezione”. Alle farmacie trovate a non rispettare la legge relativamente alla vendita in blocco, come ha riportato il “Corriere della Sera”, è stata imposta una sanzione pecuniaria di 1032 euro. C’è però anche chi si oppone, e che accetta la multa per far fronte ugualmente alle richieste delle persone che non hanno necessità di grossi quantitativi o di anziani senza disponibilità economica.
Andrea Neri si dichiara comunque sereno: “Sono farmacista da 36 anni. Sono sereno e non sono pentito per quello che ho fatto perché ho agito con il cuore, per fare del bene alla mia città. Mi sono procurato quelle mascherine a febbraio, quando in Italia non c’era ancora questa situazione d’emergenza. Ovviamente sono molto amareggiato, anche perché mi avrebbe fatto piacere ricevere almeno un grazie. Mi fa piacere che ora le case di riposo o la Croce Rossa abbiano a disposizione materiale altrimenti introvabile. In tutto ho procurato 165mila mascherine alla mia regione Friuli Venezia Giulia, circa 12mila delle quali regalate agli enti, e ne sono fiero”.
[m.p]


