Più posti nelle case di riposo: il piano del Friuli Venezia Giulia per gli anziani non autosufficienti

20 luglio 2026 – ore 8:30 – La Regione Friuli Venezia Giulia prevede un aumento dei posti disponibili nei centri diurni e nelle strutture residenziali dedicate agli anziani non autosufficienti. La misura è stata illustrata lo scorso 15 luglio dall’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, durante la seduta della III Commissione del Consiglio regionale, che ha approvato le due delibere della Giunta, già esaminate in via preliminare dall’Esecutivo e dal Consiglio delle autonomie locali. L’obiettivo del provvedimento è adeguare la rete dei servizi sociosanitari ai bisogni legati all’invecchiamento della popolazione, introducendo nuovi parametri per la programmazione dei posti destinati agli over 70 non autosufficienti.

Più posti nei centri diurni e nelle strutture residenziali

In Friuli Venezia Giulia i centri semiresidenziali sono attualmente 34, di cui 13 specializzati nell’assistenza alle persone con demenza, mentre le strutture residenziali sono 170. Il provvedimento della Regione prevede un potenziamento significativo dei centri diurni: il parametro di riferimento raddoppia, passando da 2,6 a 5 posti autorizzati ogni mille residenti over 70. Di conseguenza, i posti disponibili aumenteranno dagli attuali 646 a 1.253, suddivisi in 399 per Asugi, 554 per Asufc e 300 per Asfo. Per quanto riguarda invece le strutture residenziali, il nuovo fabbisogno regionale viene fissato in 11.199 posti letto: a fronte dei 9.642 posti oggi disponibili, risultano autorizzabili 1.557 nuovi posti, mentre la programmazione regionale prevede la realizzazione di 641 posti aggiuntivi. Inoltre, i nuovi criteri stabiliscono un parametro di 4,1 posti letto ogni cento residenti over 70 non autosufficienti e ridefiniscono le modalità di sviluppo delle strutture: nuove residenze potranno essere realizzate soltanto negli ambiti territoriali con un fabbisogno residuo di almeno 120 posti letto, ovvero nei distretti in cui le carenze risultano più marcate. Nei territori in cui tale soglia non venga raggiunta, saranno consentiti interventi di ampliamento, trasformazione o trasferimento di strutture già autorizzate.

Una risposta all’invecchiamento della popolazione

Alla base della revisione dei criteri c’è l’evoluzione demografica del Friuli Venezia Giulia, una delle regioni più longeve d’Italia. Attualmente gli ultrasettantenni in regione sono circa 250 mila, di cui oltre 36 mila non autosufficienti e altri 30 mila a rischio di perdere l’autonomia. Secondo l’assessore Riccardi, la crescita della domanda di assistenza richiede un’offerta più articolata, capace di rafforzare sia i servizi domiciliari, sia quelli residenziali e semiresidenziali, riducendo al tempo stesso le disuguaglianze territoriali e contribuendo ad accorciare le liste d’attesa per l’accesso alle strutture. L’assessore ha ricordato anche l’aumento delle risorse regionali destinate a ridurre il costo delle rette per le famiglie. A queste si aggiunge il Fondo per l’autonomia possibile (Fap), finanziato con 70 milioni di euro nel 2026 in favore delle famiglie e dei caregiver che assistono persone non autosufficienti. Secondo la Regione, il tema della non autosufficienza dovrà essere affrontato come parte integrante della riorganizzazione del sistema sanitario e sociosanitario, con il coinvolgimento anche del Terzo settore e del privato sociale per garantire la sostenibilità futura dei servizi.

Articolo di Benedetta Marchetti

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