27.09.2024 – 14.33 – Comitato No Ovovia pronto a scendere in piazza per manifestare, per l’ennesima volta, la propria contrarietà al progetto della cabinovia che dovrebbe collegare il Porto Vecchio a Opicina sul Carso. «Invitiamo il sindaco Dipiazza e i suoi “soci” a leggere cosa la gente scrive e dice sui social perché al di là delle 6mila firme raggiunte dalla petizione on line, forse si renderebbero conto di cosa le persone pensano di questo loro modo di procedere che va oltre all’arroganza e alla prepotenza» ha detto Elena Declich che abita nei pressi del Faro della Vittoria da oltre 50 anni. Inoltre il Comitato sta valutando di riproporre il referendum «che è la forma più democratica per dare espressione ai cittadini» le fa eco William Starc che in maniera sempre molto diretta aggiunge: «A fronte della lettera ricevuta dal Ministero dei Trasporti (che ha stoppato i 48 milioni del Pnrr per il progetto) è ora di finirla che il sindaco vada in televisione a fare i monologhi senza contradditorio, il punto a cui siamo arrivati richiederebbe una riflessione da parte sua e di tutta l’amministrazione comunale visto che hanno cercato di forzare delle cose nonostante la legge sulla Vinca (valutazione di incidenza) scandisse molto bene cosa si poteva fare e cosa no».
Starc rincara «continuiamo a perdere tempo e soldi, la nostra preoccupazione, nonostante venissimo definito “il partito del no se pol”, è sempre stata quella di presentare al sindaco un progetto alternativo con il dettaglio dei costi. Avevamo fatto una analisi con esperti del settore, tra cui ingegneri ferroviari, che un chilometro di tramvia costava 9 milioni di euro e con i 48 milioni arrivavamo fino a campo marzio. Non ci sono alibi. Non si voleva fare il tram sulle rive? Potevamo allora sistemare quello di Opcina rinnovando tutto ma non si è voluto sentire». Poi prosegue: «Oggi sentiamo la loica del sindaco che va a Roma a chiedere altri soldi. Non metto in dubbio che con l’allineamento dei pianeti questi saltino anche fuori ma i vincoli continuano a sussistere. È ora di finirla, non ne possiamo più. Con la lettera del Ministero quanto è stato speso diventa un debito fuori bilancio dunque speriamo che chi finora ha fatto orecchie da mercante inizi a guardare le carte».
Ieri, 26 settembre, si è intanto riunito il Tribunale amministrativo regionale ma in seguito agli ulteriori elementi che si sono aggiunti negli ultimi giorni e la presenza di tre ricorsi sul piatto (due da parte di residenti e uno delle associazioni ambientaliste) è stato deciso di andare ad un unico procedimento che il Comitato spera arrivi entro fine anno. «Se le amministrazioni non perseguono il bene pubblico occorre denunciare in tutte le sedi – sottolinea Starc – mentre, intanto, dal sottosuolo del Porto vecchio emergono reperti archeologici importanti e non sappiamo come questo interferirà con il progetto e il sindaco va a Roma per dire agli uffici ministeriali cosa devono fare». Intanto, in concomitanza con la Barcolana, il Comitato sarà presente con dei banchetti fuori perimetro in Largo Mioni il 4 e 5 ottobre prossimi (gazebo di Legambiente) e in piazza Hortis, angolo via Torino. Su iniziativa del Pd, altri banchetti saranno presenti ad Opicina al bar Tabor.
[e.b.]


