Piazza della Valle e i suoi edifici circolari, la gemma nascosta della Trieste neoclassica

21.09.2024 – 07.01 – Giungendo da via San Michele, all’altezza del negozio ‘L’angolo a metà’, è possibile imboccare una stretta via, chiamata la via della Valle. Si giungerà allora a una delle piazze storiche meno conosciute di Trieste, eppure tra le più inconsuete sotto il profilo architettonico. La piazza della Valle presenta infatti un’approssimativa circonferenza assecondata dagli edifici stessi: le mura curvano attorno alla piazza, sembrano avvolgerla in un abbraccio di arenaria, malta e tegole. L’effetto prospettico viene esacerbato in particolare dall’edificio di via della Valle n. 4 e 6, tutt’oggi tra i capitoli meno conosciuti dalla Trieste neoclassica. Costruito infatti nel 1835, l’edificio è accompagnato da una casa di Francesco Bruyn del 1834 e un’altra di Berlam del 1853. Si realizza così un concerto architettonico dove, seppure nella diversità degli architetti, ciascuno suona una simile sinfonia architettonica. L’edificio di Degasperi funzionò infatti quale modello per la piazzetta, adottando una pianta tutt’oggi inconsueta. Dall’alto l’edificio infatti presenta una sezione centrale e due grandi ali che si estendono sulle vie a fianco. La facciata presenta la tripartizione caratteristica di tanti edifici delle Rive, eppure nel contempo si curva assecondando la circolarità della piazza. La parte centrale è infatti arretrata rispetto alle sezioni ai lati, col muro sagomato onde essere decisamente concavo. Il portone ‘salda’ l’impianto a terra, sormontato da quattro mensole e un balcone con balaustra in ferro. Le lesene, di forma quadrata, presentano dei medaglioni con rosette e terminano all’ultimo piano. Le finestre del primo piano invece sono decorate con decorazioni di foglie nella parte superiore, poi dissolte con le semplici intelaiature dei piani superiori. La coerenza architettonica, caratteristica del neoclassico, si ripresenta persino nell’abbaino, a propria volta concavo e affiancato d’altri due abbaini di minori dimensioni. Le decorazioni scompaiono invece nelle sezioni laterali, sebbene permangano le cimase sopra le finestre.

Oltre alla fontanella a pompa in stile turco del 1853, la piazza presentava una cisterna seppellita in profondità che raccoglieva le acque sotterranee che confluivano dai colli di San Vito e San Giusto. Secondo una diceria ricorrente durante la prima guerra mondiale vi si seppellì una botte della fabbrica Dreher quale ‘contenitore’ per le acque di una sorgente sotterranea. La piazzetta in sé è stata recuperata dal 1986, sebbene i posteggi presenti ne sacrifichino l’atmosfera ottocentesca. L’edificio di Degasperi è stato modificato al pianoterra a livello di finestre nel 1951 e sopraelevato nel 1869; tuttavia l’assetto generale è rimasto immutato d’allora.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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