03.08.2024 – 07.01 – Il castello di Miramar(e) non era ancora nell’ottocento un luogo visitato dai turisti, né una destinazione frequente; si era certo consapevoli della sua esistenza e aleggiava, come una bianca scheggia, all’estremità della baia. Pertanto i viaggi verso Grignano conquistarono una certa popolarità solo quando il luogo divenne effettivamente un approdo turistico, all’interno di quella trasformazione di Barcola in una grande località balneare, dominata dalla grande figura del centro Excelsior.
In questo contesto appena nella primavera del 1897 gli imprenditori Costantino Feder e Giusto Mauer comperarono il piroscafo Melanira onde fornire un servizio regolare tra la città e Grignano. Vi erano due corse al giorno, alla mattina e al pomeriggio, con annesso ritorno. Il servizio riscosse un successo superiore a quanto preventivato e la piccola impresa commerciale fu rilevata, due anni dopo, da Marco Martinolich, il quale fornì al vapore una nuova caldaia, fondando un’apposita società di navigazione. Assai appropriatamente, dopo aver venduto nel 1902 il Melanira, furono i vapori Miramar e Besenghi a eseguire la tratta Trieste-Grignano. Il Miramar, un piccolo piroscafo costruito a Lussinpiccolo, continuò a trasportare i passeggeri fino al 1906, quando fu sostituito da un’ex barca della compagnia di trasporti Ungaro Croata, la Stephanie poi rinominata Miramar I. Tecnicamente era un Salondampfer, un piroscafo costruito appositamente per il trasporto passeggeri. Oggigiorno ne sopravvive solo uno ancora operativo a Flensburgo, in Germania. In particolare il nuovo Miramar I consentiva di passeggiare sul ponte, ammirando l’orizzonte. La scelta di questa tipologia di imbarcazione fu imitata nel 1913 dalla Società Hotel Grignano, nata dal capitale della minoranza slovena, che a sua volta acquistò un modello di Salondampfer, il Vida.
L’Italia cannoneggiò spesso il castello di Miramare durante la prima guerra mondiale e la stessa Grignano si ritrovò al centro del fronte. I due piroscafi, specie per le grandi dimensioni, furono requisiti dalla K.U.K. Kriegsmarine. In particolare il Miramar I si ritrovò in servizio presso il porto militare di Pola.
L’attività ripartì fiorente nel 1920 tramite uno dei ‘secondi’ di Martinolich, ovvero la famiglia Calafati. L’imprenditore Giorgio Calafati riutilizzò allora l’ex yacht Brioni, rinominato Miramar, e il battello doganale denominato Grignano, in disarmo a Venezia. Calafati poi cedette l’attività alla Società di navigazione di Borisi, rinforzata dal Piroscafo Lido (da Venezia) e dal Grignano. Quest’ultimo era stato, a inizio novecento, uno yacht denominato Kathy di proprietà di quello stesso Dreher imprenditore della nota fabbrica di birra triestina. Il tentativo di allargare il giro d’affari, comprendendo anche Salvore, non ebbe successo: nel 1925 il Grignano passò alla Zaratina SA che diede, quale contrappunto, il Salondampfer Primorje e cioè il vecchio Vida acquistato dagli sloveni prima del 1914. Ribattezzato Grignano, fu in servizio per la Navigazione Giulia a Srl di Elio Matatia. Alla vecchia gloria si affiancò il Gabbiano, un tempo di Tripcovich, risalente ancora al 1898 presso le Bocche di Cattaro come Zaule. Verso i primi anni Trenta il collegamento con Grignano diminuì fino a scomparire: i turisti e gli stessi cittadini preferivano utilizzare il treno, fin troppo comodo onde giungere a Miramare e agli stabilimenti balneari. Nel secondo dopoguerra, per un breve periodo, vi fu un servizio occasionale da parte della linea Istria-Trieste.
Fonti: Giorgio Spazzapan, I vaporetti: storia dei servizi costieri per passeggeri nel golfo di Trieste, Luglio, 2003.
[z.s.]


