08.07.2024 – 12:00 – Cala il numero di agenti e rappresentanti di commercio in Italia e aumenta la loro età media, salita a 52 anni, un problema che si riflette sulle imprese che si avvalgono del loro operato. Si parla infatti di una figura professionale fondamentale nell’intermediazione tra le imprese produttive e la distribuzione, la cui carenza potrebbe ripercuotersi sull’ efficienza dell’intera catena economica. Un contributo che secondo FNAARC interviene, a livello di piccole e medie imprese, in una fetta che vale circa il il 70% del Pil del Paese.
L’allarme, lanciato a livello nazionale da FNAARC, la Federazione degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio, è ripreso e confermato anche a livello locale. In Friuli Venezia Giulia infatti, secondo quanto afferma Massimiliano Pratesi, presidente regionale e provinciale di Udine di Confcommercio – FNAARC, la conta è calata di circa mille unità nell’ultimo decennio. Se si considera il quadro a livello italiano, i numeri fotografano una diminuzione degli agenti di commercio di 4000 unità all’anno: oggi sono 209 mila e di questi quasi 18mila sono prossimi al pensionamento.
Secondo FNAARC, a rendere difficoltoso il ricambio generazionale sarebbe il fisco troppo oneroso che non invoglia ad intraprendere l’attività di agente, oltre a costi di gestione dell’attività gravosi e condizioni contrattuali spesso non conformi agli accordi economici collettivi (Aec) stipulati a garanzia di entrambe le parti. Il calo costante di agenti e rappresentanti di commercio ha portato tante aziende a non presidiare in modo efficace i territori di interesse e di conseguenza a perdere un portafoglio clienti fidelizzato all’agente che è andato in pensione, senza il trasferimento a una figura che potesse ereditarne competenze e contatti.


