Matrimonio e tribunale ecclesiastico. Il diritto 4.0

19.12.2023 – 09.23 – Il matrimonio “concordatario”, cioè quello celebrato in una chiesa cattolica, ha una caratteristica particolare: è efficace sia per lo Stato italiano che per la Chiesa di Roma. Ciò è rilevante sotto vari aspetti, soprattutto se i coniugi decidono di lasciarsi. Infatti, se divorziano secondo la legge italiana, agli occhi della Chiesa sono ancora uniti dal sacro vincolo del matrimonio. E, allo stesso modo, se ottengono l’annullamento del vincolo matrimoniale, rimangono regolarmente sposati per la legge italiana. Ma, in quest’ultimo caso, non tutto è perduto perché, se un tribunale ecclesiastico della Chiesa pronuncia una sentenza di nullità del matrimonio, i coniugi possono sempre portare copia della sentenza davanti al giudice italiano e chiedere che la decisione venga dichiarata efficace anche per lo Stato. Con una singolare particolarità: i motivi di annullamento validi per la Chiesa non sono gli stessi che vengono ritenuti validi per lo Stato.

Succede così che alcune coppie, invece di divorziare, preferiscono rivolgersi alla Chiesa e chiedere l’annullamento del matrimonio, poi correndo il rischio di vedersi dichiarare inefficace la sentenza dallo Stato italiano e ritrovarsi così, per legge, ancora sposati. Accade così che un signore, fervente cattolico sposato in chiesa, ottiene da un tribunale ecclesiastico una sentenza canonica di nullità del matrimonio concordatario che, però, non viene poi dichiarata efficace nel territorio della Repubblica italiana. Perché?

In questo caso, i motivi di annullamento del matrimonio, ritenuti validi dalla Chiesa, non sono rilevanti per lo Stato. La nullità del matrimonio sarebbe infatti dipesa dal fatto che il matrimonio non sarebbe “nato con i giusti presupposti a causa delle mancanze dell’attore (cioè, del marito) che non ha effettuato una libera scelta né mai riuscito ad assumersi gli oneri coniugali”. In pratica, poiché l’uomo si era sentito costretto a sposarsi e, poi, era stato assente, il matrimonio religioso è stato annullato. Però, i giudici della Corte di Cassazione osservano che la coppia ha avuto un figlio, convivendo per quasi quattro anni. Un rapporto un po’ troppo consolidato per cancellarlo con un colpo di spugna. Se la coppia desidera separarsi, che avvii una procedura di divorzio. (Cass. civ. n. 28308/2023)

Una sera, cenavo in riva al mare e, al tavolo, c’era una coppia sposata che ha raccontato la propria storia matrimoniale. Entrambi erano già sposati in Chiesa ed entrambi avevano ottenuto l’annullamento da un Tribunale Ecclesiastico e la dichiarazione di efficacia da parte dello Stato italiano. Così facendo, avevano potuto sposarsi nuovamente in Chiesa con tutti gli sfarzi della cerimonia religiosa.

[a cura dell’avv. Guendal Cecovini Amigoni]

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