05.10.2019 – 08.32 – La morte nel fiore della gioventù dei due giovani agenti di polizia, colpiti a bruciapelo dal folle gesto di un arrestato nella Questura di Trieste, ha suscitato il cordoglio e il dolore di tutte le parti politiche e di tutte le istituzioni, senza eccezione.
Tuttavia, se i toni delle istituzioni hanno preferito evidenziare la solidarietà e il cordoglio alle famiglie orfane di un marito, di un padre, il mondo della politica ha espresso tutta la rabbia per una morte che, stando ai comunicati dei Sindacati, non sarebbe mai dovuta arrivare.
Le dichiarazioni più intense provengono da Matteo Salvini, che comunica su Facebook tutto il suo “Sconcerto e dolore per quanto accaduto a Trieste”.
“Da italiano, – specifica il Leader della Lega – una preghiera per i due agenti uccisi e un abbraccio alle loro famiglie. Sempre e comunque dalla parte delle nostre Forze dell’Ordine. Per gli assassini, nessuna pietà“.
“L’infame assassino dei due poliziotti – prosegue l’ex ministro dell’Interno – della Questura di Trieste (anche se molti giornali e telegiornali non lo dicono) è uno straniero con ‘disagio psichico’. Che a nessuno venga in mente che questa sia un’attenuante! Quanta rabbia! Una preghiera e un pensiero per questi due ragazzi, Pierluigi e Matteo, un abbraccio commosso alle loro famiglie e a tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato. Non si può morire così”.
Altrettanto intensa la reazione del presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, il cui partito fa proprio della difesa a spada tratta delle forze dell’ordine uno dei suoi punti cardine: “Sgomento e rabbia per l’uccisione a Trieste di due agenti e il ferimento di altri tre, per mano di due rapinatori. Il mio cordoglio e la mia vicinanza vanno alle famiglie di questi giovani che hanno dato la vita per difendere la nostra sicurezza e a tutti gli uomini e le donne della Polizia di Stato. Che i due bastardi assassini marciscano in galera per il resto dei loro giorni: sia fatta giustizia, senza attenuanti e senza sconti“.


