Slovenia, nuovo Ministro dell’Interno: priorità la difesa dei confini

12.03.2020 – 12.07 – L’epidemia di Coronavirus si sta diffondendo in un periodo politico sfortunatamente denso di elezioni; proprio questa domenica, in Francia, si andrà alle amministrative per 35mila comuni. La Slovenia, in quest’ambito, ha formato un nuovo governo di centro destra proprio due settimane fa; ieri hanno confermato il nuovo Ministro dell’Interno, Aleš Hojs. Questi ha ribadito la linea del nuovo governo, secondo cui una delle priorità sarà una protezione dei confini e una riduzione dei carichi amministrativi per i poliziotti.
“Quale priorità, noi renderemo sicuri i confini, non a causa dell’ondata migratoria, ma per il Coronavirus, che è una minaccia seria e persistente”.
È stato deciso però di non aumentare gli effettivi nella Polizia, sebbene sia stato rivelato come si voglia moltiplicare le barriere fisiche e dotare di un equipaggiamento migliore le forze dell’ordine.

Aleš Hojs ha dichiarato che vorrebbe rinforzare i punti di passaggio della Rotta Balcanica con qualcosa di più dell’attuale filo spinato (“stronger fences“); mentre il confine in generale verrà sbarrato nella zona a sud del paese, con nuove barriere.
“Questa è una necessaria misura preventiva, che in nessun modo impedirà il regolare passaggio di merci e persone autorizzate, al contempo scoraggiando qualsiasi idea di attraversamenti illegali del confine da chiunque e dovunque”.

Sempre a questo proposito, verranno dati ulteriori poteri alla Polizia: si vorrebbe infatti chiedere all’Assemblea Nazionale di cambiare due delle tre leggi che includono il diritto all’asilo e alla protezione internazionale.
“Tutto è cambiato con l’ultima decisione della Corte Europea dei Diritti Umani, che ha detto chiaramente che un paese ha la possibilità di emanare una legge apposita, quando, nel caso di un esodo di massa, lo stato non abbia le sufficienti risorse e personale per gestire l’emergenza; in questi casi [quali un eccessivo numero di migranti n.d.T.] questi problemi possono venire attuati collettivamente”

Suscita inquietudine, alla luce delle violazioni della privacy, la decisione di Hojs di voler eliminare “eccessive e irrazionali protezioni delle informazioni personali dei cittadini” in situazioni di emergenza.
Connessa alla Rotta Balcanica anche la decisione di re-introdurre stazioni di polizia nelle località dove la situazione è peggiorata, a stretto contatto con la gente: “I poliziotti devono ritornare dove le persone ne hanno più bisogno – nell’ambiente locale”.
Tra le altre proposte, l’idea di introdurre una Polizia delle Autostrade, sull’esempio dell’Austria, con multe commisurate al reddito della persona.

Un quadro di progressiva militarizzazione, sebbene il neo Ministro abbia chiarito che si “oppone categoricamente” a ogni genere di collaborazione con i gruppi para militari di estrema destra nelle operazioni di controllo di confini.

Il nuovo governo rimane, infine, aperto a un’entrata in Schengen della Croazia, sebbene le eccezionali circostanze del Coronavirus lo rendano alquanto improbabile.
L’amore per la legge di Hojs stride con il suo passato personale: il Ministro infatti è il direttore della compagnia responsabile del canale televisivo Nova24TV il quale sembra aver finanziato il Partito Democratico Sloveno al governo, l’SDS. Si tratta pertanto di un conflitto d’interesse, sul quale sembra indaga la Polizia.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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