01.06.2023 – 11.55 – Torna, soffiando con sempre più forza, ‘Boramata’, la manifestazione che celebra il vento di Trieste. Primo evento di Triestestate, ‘potenziata’ sino al lunedì, quanto mai ricca di eventi, escamotage e giochi, l’inclassificabile manifestazione si terrà questo weekend, dal 3 al 5 giugno. Un’occasione ludica – le girandole, gli aquiloni, i giochi acrobatici nel mare colorato di cilestro – ma nel contempo una riflessione sul clima che cambia, sul vento che non è più quello dei nostri nonni.
‘Boramata’ viene organizzata da Prandicom, dall’Associazione Museo della Bora come partner, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, il sostegno di AcegasApsAmga e la collaborazione del Comune di Trieste.
“Boramata nasce per sottolineare che esiste il Museo della Bora e per evidenziare questa piazza, specie come può essere trasformata, quanto può essere diversa” hanno spiegato gli organizzatori, ricordando “la cura spasmodica per i piccoli dettagli”.
Rino Lombardi, direttore del ‘Magazzino dei Venti – Museo della Bora’ di Trieste, ha illustrato le principali novità di quest’edizione, che s’interroga su “Cosa si può fare col vento?”. Indubbiamente le girandole sono l’elemento che più di ogni cosa “hanno fatto scoprire il Museo della Bora”. Infatti quest’ultima “non è invisibile, è presentissima” e anzi “tocca un po’ tutti a Trieste, dalla letteratura, alla scienza”. A confronto con le precedenti edizioni, vi è la novità delle cartoline di omaggio, ‘fake d’epoca’ incentrati sulla Bora, la proposta di un itinerario volutamente “disordinato” incentrato sui venti della Bora a Trieste e, negli eventi maggiormente letterari, “pillole storico-climatiche” che, dal vento giuliano, approfondiscano “il clima che era, che è, che sarà”, insomma “pretesti per raccontare il cambiamento climatico”. Dopo la panchina joyciana dello scorso anno, nel 2023 la panchina accanto alle girandole sarà intitolata a Italo Svevo e alla Coscienza di Zeno, del quale ricorre il centenario. La panchina, realizzata in plastica riciclata, riporterà il seguente passaggio, contenuto nell’opera ‘Una burla riuscita‘ (1926): “Il cappello del Gaia era stato abbandonato alla bora che lo sollevò alto, alto. Ora un cappello, specie quando soffia la gelida bora, è un oggetto molto importante, e il Gaia perdette la poca capacità di reazione che poteva avere, per seguirlo con l’occhio, esitante se non dovesse rincorrerlo. (…) Il cappello del Gaia, dopo essere calato a terra, sparì ruzzolando sul marciapiedi, dietro al prossimo svolto. S’avviava al Canale, alla definitiva perdizione, ed il Gaia comprese che non lo poteva ripigliare”.
In definitiva Boramata è un evento (letteralmente) “open air, aperto a tutti”, un “momento di stupore che crea esperienza e rimane nei ricordi”.
Luciana De Mori, responsabile comunicazione e rapporti con gli stakeholders di AcegasApsAmga, ha osservato che “è una manifestazione con tutti gli ingredienti per il nostro territorio, del quale noi ci sentiamo parte”. Infatti “Boramata è tradizione, è sostenibilità”. E non a caso quest’anno le girandole avranno i colori aziendali firmati Acegas, cioè azzurro e magenta.
Walter Lorenzi, direttore di Edilmaster, ha ricordato la collaborazione con gli studenti della scuola: le girandole, è vero, vengono azionate dalla Bora, ma è il duro lavoro di ‘fissaggio’ col calcestruzzo e col cemento degli allievi che ne garantiscono l’imperitura stabilità. “Immagino i nostri ragazzi del passato e del futuro che hanno costruito questa piazza” ha ricordato Lorenzi.
‘Boramata’ si avvale quest’anno di una collaborazione con l’associazione ‘Trieste entra in gioco‘ a cui andranno i proventi della vendita delle girandole; a questo proposito il presidente Alessandro Busetti ha raccontato come l’associazione fosse nata per salvare il basket triestino, ma ora pratica “forme di inclusione sociale tramite lo sport” con l’obiettivo di “aiutare i ragazzi in sofferenza”, di fare “un grande regalo anche a chi non se lo può permettere”, cioè poter praticare lo sport ai suoi più alti livelli. Tra gli obiettivi più ambiziosi dell’associazione ‘Trieste entra in gioco’, c’è la necessità di “migliorare le infrastrutture coperte della città”. Un compito al quale le impetuose girandole di Boramata forniranno un importante contributo.
Il programma prevede che, sabato 3 giugno in Piazza Unità, torneranno gli aquiloni: a volare saranno le nuove creazioni di due habitué di Boramata, Edo Borghetti ‘Edofly’, con le sue grandi ‘bol’ e i suoi aquiloni giganti, e Sara Rizzetto, vicecampionessa europea di aquilonismo acrobatico. Alle 15 ci si potrà cimentare con il ‘laboratorio di aquiloni‘ curato da Edo Borghetti e offerto da AcegasApsAmga (evento su prenotazione: [email protected]). Alle 17.30 ci si sposterà in Sala Bazlen, all’interno del museo teatrale Schmidl per l’incontro ‘Dove ci porta la Bora‘, a cura di Rino Lombardi, che presenterà al pubblico chicche eoliche, idee ventose e le ultime novità dal Museo della Bora. Sarà presente anche Edo Borghetti, globe-trotter del vento, che racconterà la sua passione per gli aquiloni che lo ha portato a partecipare ai più importanti festival in giro per il mondo. Interverranno Giuliano Artico e Giuliano Zannier, che ricorderanno la loro esperienza dedicata alla Bora durante la tournée internazionale Petit petit da Yerevan a Parigi. Mentre l’illustratrice Giovanna Giuliano, autrice del manifesto di Triestestate 2023, presenterà la sua personale interpretazione del vento di est-nord-est. In occasione dell’incontro verrà donata (fino ad esaurimento) una cartolina da collezione firmata dall’illustratore Guido ‘Zut’ Pezzolato.
Domenica 4 giugno ci sarà invece una nuova esibizione degli aquilonisti ospiti del festival per poi, alle 17, trasferirsi nell’Auditorium del Museo Revoltella, per assistere a una proiezione di videopillole storico-scientifiche, memorie storiche, ma anche climatiche, parte del progetto ‘Che vento faceva-Memorie del clima‘. Si tratta di tre documenti video dedicati a un’antica testa di vento rinvenuta ad Aquileia, alla battaglia della Bora (nei pressi del Vipacco, 394 d.C.) e alla bitta dei venti sul Molo Audace di Trieste. In occasione dell’incontro verrà donata (fino ad esaurimento) l’altra cartolina da collezione firmata dall’illustratore Guido ‘Zut’ Pezzolato.
Lunedì 5 giugno, infine, alle 17 in Piazza Unità ci sarà la tradizionale vendita delle girandole: come sottolineato, il ricavato verrà devoluto interamente all’Associazione ‘Trieste entra in gioco’.
[z.s.]


