15.02.2022 – 07.01 – Oltre 400 metri di lunghezza, un’altezza tra i 10 e i 60 metri: si chiama “Gabrovica” il nuovo viadotto ferroviario parte del secondo binario Capodistria-Divaccia, in via di costruzione nei prossimi giorni. Il viadotto rappresenta, nel contesto dell’allargamento della ferrovia slovena, uno snodo fondamentale: collocato al di sotto di un già gigantesco viadotto autostradale sloveno, il Črni Kal, “Gabrovica” è un altro tassello dei primi 10 chilometri di tracciato fino a San Sergio.
Il tutto rientra all’interno del chiacchierato progetto, divenuto realtà nel maggio 2021, di raddoppiare la linea di Koper con un secondo binario al servizio dello scalo. L’intera linea annovererà 27 km di binari, con 6 tunnel e 2 viadotti, per un totale di 1 billione di euro, attivamente sovvenzionati dall’Unione Europea.
Oggetto di feroci polemiche dalla politica locale del Friuli Venezia Giulia e avversato dagli ambientalisti d’ambo i confini, nondimeno il raddoppio è ufficialmente iniziato a maggio dell’anno scorso; d’altronde per lo scalo di Koper non vi è altra soluzione per superare il collo di bottiglia di un insufficiente servizio ferroviario, per il quale a suo tempo si erano anche mobilitati i capitali ungheresi, prima che Orban optasse per dirottarli a favore del terminal multipurpose a Trieste.
Il traforo delle gallerie – secondo molti destinate a danneggiare l’ecosistema del Carso transfrontaliero – ha già incontrato diversi ostacoli; ultimi dei quali due grandi grotte carsiche nella galleria di servizio del tunnel Lokev (T1). Le cavità rinvenute non hanno bloccato i lavori, ma hanno comportato ingenti ritardi; a ciò si vanno a sommare alcune tensioni lavorative nelle due compagnie coinvolte, ovvero la turca Yapi Merkezi e la bosniaca Sarajevo Asfalt.
Teoricamente i lavori verranno completati entro il 2025, con il passaggio dei primi treni merci nel 2026; una data che inevitabilmente segnerà una crescita della competizione tra Trieste, Koper e Rijeka nell’ambito del mar Adriatico.
[z.s.]


