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sabato, 28 Maggio 2022

Porto di Trieste, Samer guarda a FreeEste. La SIOT registra un’impasse

26.01.2022 – 15.03 – Samer Seaports & Terminal, nell’ambito delle attività del porto di Trieste, ha concluso un anno positivo sotto il profilo logistico: il traffico ro-ro con la Turchia, complice l’inflazione galoppante della lira di Erdogan, ha permesso di superare i livelli del 2020.
L’obiettivo per il 2022 è di aumentare ulteriormente il traffico, spostando nella zona di FreeEste a Bagnoli della Rosandra una frazione dei rimorchi. Gli spazi concessi dovrebbero corrispondere a 30mila metri quadri, sottoposti a regime di porto franco.
La manovra dovrebbe prevedere teoricamente lo spostamento dei rimorchi in eccesso presso i piazzali a fianco dei magazzini ex Wartsila. I camion in attesa di imbarco utilizzano intanto già gli spazi a Fernetti, affidati alla gestione di Interporto Trieste.
Nel corso del 2021 Samer ha macinato circa 190mila mezzi pesanti, a cui vanno sommati 50mila mezzi nuovi di fabbrica: il risultato di uno sforzo congiunto tra Samer, l’operatore di traghetti DFDS e TIMT (Trieste intermodal maritime terminal), società italo-turca a sua volta controllata al 45% dal Gruppo Samer.

L’ottimismo di Samer, a fronte del resoconto annuale del porto di Trieste, non si riflette invece nell’azione invece di SIOT (Società Italiana per l’Oleodotto Transalpino) che ha rilevato come il 2021 sia stato un anno di stagnazione: i traffici dell’oro nero sono rimasti ai livelli del 2020, senza quella ripresa invece registrata d’altre parti dello scalo. Il riferimento ideale rimane ai 42 milioni di tonnellate del 2019; un primato che non verrà in ogni caso recuperato a breve, specie considerando come la transizione ecologica finanziata dal PNRR comporterà un inevitabile calo del traffico petrolifero.

[z.s.]

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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