L’obiettivo è stipulare un protocollo d’intesa per costruire un progetto di conversione dell’area, Sel: “No allo spegnimento al buio dell’impianto”

15.2.2012 | 00.13 – Clima costruttivo e grande attenzione da parte del Governo alla questione Ferriera di Trieste.
“La volontà di tutti – afferma l’assessore alla Programmazione del Friuli Venezia Giulia, Sandra Savino, al termine del vertice nella capitale, al ministero dello Sviluppo economico, a cui, tra gli altri, hanno preso parte gli assessori di Provincia (Vittorio Zollia, Pianificazione territoriale) e Comune (Fabio Omero, Sviluppo economico) – è quella di stipulare un protocollo d’intesa tra istituzioni e parti sociali grazie al quale coordinare ed unificare gli sforzi per la costruzione di un progetto di riconversione che assicuri tutela occupazionale e salute collettiva”.
Il Governo segue da vicino l’evoluzione del procedimento di omologa del piano di ristrutturazione del debito da parte del gruppo Lucchini che, ovviamente, tutti si augurano intervenga celermente. “Abbiamo chiesto la disponibilità del Governo ad impegnarsi, nel limite degli strumenti previsti dalle norme nazionali, in questo processo di riconversione della Ferriera”, ha confermato Savino.
Il focus dell’incontro è stato posto sulla realizzazione del piano industriale e sull’implementazione del piano e delle misure di sicurezza necessarie alla salvaguardia dei lavoratori e dell’ambiente. Su questi aspetti il management aziendale ha assicurato il massimo impegno. Il tavolo sarà riconvocato a seguito dell’omologazione del piano.
“Nel frattempo – ha concluso l’assessore regionale – perfezioneremo il protocollo d’intesa e continueremo a lavorare sulle condizioni ottimali per favorire nuovi investimenti nell’area“.
Lunedì, intanto, una delegazione di Sel – Sinistra Ecologia Libertà di Trieste, composta da Catalano (coordinatore forum economia e lavoro), Sossi (capogruppo in Consiglio Comunale), Vallon (coordinatore provinciale), ha incontrato le rappresentanze sindacali dei lavoratori della Ferriera di Servola per un esame congiunto delle problematiche aperte sul futuro dello stabilimento e sui gravi rischi che deriverebbero dalla possibile precipitazione della sua crisi, che determinerebbe un ulteriore grave ed intollerabile colpo per il comparto industriale triestino.
Sel ritiene che il futuro dei lavoratori della Ferriera e del relativo indotto debba essere affrontato su due piani di intervento coordinati: un piano economico-finanziario che, da subito, garantisca la continuità produttiva dello stabilimento dentro i livelli di sicurezza e tutela della salute previsti per legge. Quindi, un piano di intervento che preveda una forte accelerazione del percorso di riconversione produttiva dell’intera area siderurgica.
In quest’ottica Sel Trieste è contraria a ogni ipotesi di spegnimento degli impianti, a cui non corrispondano alternative credibili – in termini di investimenti e progetti – verificabili nei contenuti e nei tempi concreti di realizzo. Ritiene quindi che la continuità produttiva del ciclo siderurgico sia la precondizione necessaria per realizzare la riconversione produttiva dello stabilimento, con il consenso di tutte le parti interessate, quale sola strada in grado di aprire una nuova prospettiva occupazionale ai lavoratori della Ferriera e superare, di conseguenza, le problematiche ambientali in ordine alla tutela dell’ambiente e della salute sul territorio.
Tutto ciò, pertanto, richiama la Regione e il suo presidente ad aprire una fase più stringente e incisiva, instaurando, necessariamente, un vero e proprio rapporto contrattuale nei confronti del governo nazionale ed i ministeri competenti per dare risposte concrete alle aspettative dei lavoratori e dei cittadini di quel territorio e di Trieste.


