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mercoledì, 7 Dicembre 2022

La transizione ecologica un danno per Trieste? SIOT: “20 milioni di greggio in meno”

11.10.2021 – 09.22 – Il primato di Trieste come porto in Italia poggia certo sulla recente enfasi “ferroviaria”, in combinazione con gli interporti; e, accanto ai container, sul traffico ro-ro con la Turchia. Eppure, in termini puramente di merce puramente movimentata, è ancora il petrolio dell’Oleodotto Transalpino a giocare un ruolo dominante, approvvigionando la Germania del sud, specie la Baviera. Se occorrerà abbandonare il carbon fossile, quale fine farà questo carburante, coi suoi relativi introiti? L’elefante di “idrocarburi” nella stanza del Sea Summit, nell’ambito del panel Green Ports, Green Cities, è stato rivelato dal presidente della SIOT (Società Italiana per l’Oleodotto Transalpino) Alessio Lilli, il quale ha dichiarato che “Entro 10 anni a Trieste si sbarcheranno 20 milioni di tonnellate in meno di greggio“.
Secondo il giornale AdriaPorts l’attività della SIOT ha ripercussioni positive sul territorio della provincia di Trieste “intorno a 200 milioni di euro”.
La stessa elettrificazione delle banchine non risolve l’inquinamento delle navi, perchè allo stadio attuale “è difficile immaginare che le navi comprino energia quando sono in banchina. Il gasolio è ancora molto conveniente“. Piuttosto bisognerebbe considerare le navi stesse “come centrali elettriche che arrivano nei nostri porti” capaci anche “di produrla questa energia”.

[z.s.]

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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