Ue: Chat control, euro digitale e sanzioni ai trafficanti di migranti

10 luglio 2026 – ore 07:30 – Chat control emendato e avvio dei negoziati sull’euro digitale sono stati approvati dall’Europarlamento in plenaria ieri; al contempo la Commissione europea ha proposto un nuovo regime di sanzioni contro i trafficanti di migranti. L’Eurocamera ha dato il via libera ai negoziati istituzionali sui tre dossier inclusi nel pacchetto “moneta unica”: euro digitale, fornitura di servizi di pagamento da parte di Stati fuori dall’eurozona e tetto al contante. Il sì di Strasburgo è arrivato con 416 voti a favore, 169 contrari e 22 astenuti, rigettando le due obiezioni presentate dai gruppi dei Conservatori e Riformisti europei e dei Patrioti, relative ai primi due dossier. L’Europarlamento ha adottato anche emendamenti alla posizione del Consiglio sulla deroga alle norme ePrivacy, dichiaratamente ai fini dell’individuazione di reati pedopornografici, e cioè il cosiddetto “chat control 1.0”, che nella proposta originaria vorrebbe permettere ai gestori delle grandi piattaforme tecnologiche come Facebook o Whatsapp di scansionare preventivamente tutte le chat private di 450 milioni di cittadini europei alla ricerca di eventuali materiali sospetti: un’idea criticata sia da destra sia da sinistra con l’accusa di introdurre nei fatti un regime di sorveglianza di massa in Europa.

Gli eurodeputati adesso chiedono di escludere dall’ambito di applicazione della normativa le “comunicazioni alle quali è, è stata o sarà applicata la crittografia end-to-end”. Dal punto di vista dell’iter istituzionale, la misura estende in questo modo la deroga al regolamento appunto cosiddetto “Chat Control 1.0”, scaduto ad aprile 2026, in attesa che venga approvato il quadro permanente: la posizione del Consiglio avrebbe di fatto ripristinato una deroga scaduta, consentendo fino ad aprile 2028 ai fornitori di servizi di messaggistica online di individuare volontariamente casi di abusi nelle comunicazioni private nonché di rimuovere e segnalare il relativo materiale, stando a quanto ricostruito dall’agenzia di stampa Ansa. La posizione emendata del Parlamento europeo sarà ora trasmessa al Consiglio, che avrà tre mesi di tempo per approvare o respingere gli emendamenti. Se il Consiglio non accetterà tutte le modifiche, Parlamento e Consiglio avvieranno la procedura di conciliazione per raggiungere un accordo sul testo legislativo. Nella seconda lettura della procedura legislativa non c’è voto finale. Per respingere la posizione del Consiglio era necessaria la maggioranza assoluta dei deputati, attualmente pari a 360 voti: una prima proposta di respingimento ha ottenuto una maggioranza semplice – 314 voti a favore, 276 contrari e 17 astensioni – e perciò non è passata.

La seconda proposta ha ottenuto 276 voti a favore, 286 contrari e 30 astensioni: l’emiciclo di Strasbrurgo ha concluso quindi la seconda lettura modificando la posizione del Consiglio sul “chat control 1.0”. Sempre ieri la Commissione europea ha proposto un nuovo regime di sanzioni per contrastare il traffico di migranti, la tratta di esseri umani e altre gravi forme di criminalità organizzata, tra cui il traffico di armi da fuoco, di stupefacenti e il riciclaggio di denaro: un risultato in cui il presidente del Consiglio Giorgia Meloni rivendica il contributo italiano. Tra le misure proposte da Bruxelles, il congelamento dei beni, il divieto di mettere fondi o risorse economiche a disposizione dei soggetti inseriti nella lista delle sanzioni e il divieto di ingresso o transito nel territorio dell’Unione europea. La proposta, annunciata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, punta a smantellare il modello di business dei trafficanti (qui maggiori dettagli). “Abbiamo tutti un obiettivo comune, cioè stroncare sul nascere questa attività e salvare la vita di migliaia di persone che sognano una vita migliore”, ha dichiarato von der Leyen: “In Europa, dobbiamo essere noi a decidere chi arriva da noi e in quali circostanze”.

Il nuovo quadro sanzionatorio riguarda le attività illecite con origine al di fuori dell’Unione e colpisce persone ed entità coinvolte nel traffico di migranti, nella tratta di esseri umani, nei reati connessi al traffico di droga, alla produzione e al commercio illecito di armi da fuoco e al riciclaggio. “Volevamo cambiare l’approccio europeo sull’immigrazione, renderlo più concreto, più responsabile e più attento alla sicurezza dei cittadini”, ha fatto sapere Giorgia Meloni su X: “I fatti dimostrano che questa direzione sta prendendo forma. La proposta di un nuovo regime di sanzioni contro le reti criminali che sfruttano il traffico di migranti è un segnale importante verso questo obiettivo. Colpire questi gruppi significa agire alla radice di un fenomeno che lucra sulla vita delle persone, alimenta insicurezza e mette a rischio vite umane. L’Europa sta finalmente andando nella direzione che il nostro Governo ha indicato con determinazione: contrastare i trafficanti di esseri umani e riaffermare il principio che il fenomeno migratorio va governato, non subito. L’Italia continuerà a lavorare affinché l’Europa sappia difendere i propri confini, combattere le organizzazioni criminali e governare i flussi migratori con responsabilità e umanità, ma anche intransigenza”.

Articolo di Lilli Goriup

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