7 luglio 2026 – ore 15:35 – Un fondo da 100 mila euro per sostenere le famiglie che, pur avendo presentato domanda per le Ricrestate o per i Centri estivi comunali, sono rimaste escluse dalle graduatorie e hanno dovuto iscrivere i figli a strutture private. È quanto prevede il provvedimento approvato dalla Giunta comunale di Trieste, illustrato nel corso di una conferenza stampa dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, promotore dell’emendamento che ha stanziato le risorse. La misura nasce dall’incremento delle richieste di accesso ai servizi estivi comunali registrato negli ultimi anni e punta a favorire la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro delle famiglie durante il periodo di chiusura delle scuole. Il provvedimento dà attuazione all’emendamento approvato dal Consiglio comunale nell’ambito della variazione di assestamento del bilancio 2026 e prevede l’erogazione, a consuntivo, di contributi destinati alle famiglie con ISEE fino a 35 mila euro. Potranno beneficiarne esclusivamente i nuclei familiari i cui figli risultavano in lista d’attesa nelle graduatorie definitive delle Ricrestate o dei Centri estivi comunali, approvate il 19 maggio 2026, e che abbiano frequentato, tra il 15 giugno e il 4 settembre 2026, un centro estivo pubblico o privato regolarmente autorizzato.
Il contributo sarà calcolato sulla base della spesa effettivamente sostenuta dalla famiglia, al netto di eventuali altri sostegni pubblici o privati già ricevuti, come la Dote Famiglia della Regione Friuli Venezia Giulia o eventuali forme di welfare aziendale, e sarà riconosciuto fino alla concorrenza delle tariffe previste per i servizi comunali. Il rimborso varierà in funzione della fascia ISEE. Per i nuclei con indicatore fino a 7.250 euro è previsto il rimborso del 100% della quota rimborsabile. La percentuale scende all’80% per gli ISEE tra 7.250,01 e 12.500 euro, al 60% tra 12.500,01 e 18 mila euro, al 40% tra 18.000,01 e 25 mila euro, al 30% tra 25.000,01 e 30 mila euro e al 20% per i nuclei con ISEE compreso tra 30.000,01 e 35 mila euro. Resta comunque a carico delle famiglie la quota settimanale prevista dalle tariffe comunali delle Ricrestate. Le domande potranno essere presentate dopo l’approvazione della determinazione dirigenziale che definirà la modulistica operativa e comunque entro il 30 novembre 2026, attraverso il portale Trieste Educazione, utilizzando le credenziali di identità digitale di uno dei genitori. Sarà necessario allegare la documentazione che attesti l’effettiva frequenza del minore e le quietanze di pagamento intestate al bambino per il quale viene richiesto il contributo. Sono escluse dal rimborso le quote di iscrizione e le imposte di bollo.
Le richieste saranno finanziate fino a esaurimento delle risorse disponibili, pari a 100 mila euro, seguendo un criterio progressivo che privilegerà le fasce ISEE più basse. Nel corso della conferenza stampa il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Marcelo Medau, ha definito il provvedimento «un emendamento fortemente voluto dal gruppo consiliare, a prima firma della consigliera Matteoni», sottolineando che rappresenta «una misura concreta per sostenere le famiglie che non trovano posto nei servizi comunali». Anche il consigliere comunale Stefano Vatta ha evidenziato come si tratti di «un modo concreto di fare politica», sostenendo che interventi di questo tipo «fanno davvero la differenza per i cittadini e per i genitori che devono conciliare il lavoro con la gestione dei figli durante l’estate». Il segretario comunale di Fratelli d’Italia, Claudio Giacomelli, ha ricordato che il Comune di Trieste investe già in maniera significativa nei servizi educativi, ma che il costante aumento della domanda rende necessario prevedere strumenti aggiuntivi. «Il contributo – ha spiegato – sarà liquidato al termine dell’estate e consentirà alle famiglie rimaste escluse dalle graduatorie di sostenere una spesa molto simile a quella prevista per il servizio comunale, pur avendo dovuto ricorrere a un centro privato». Giacomelli ha inoltre ricordato che una misura analoga era già stata introdotta negli anni scorsi e, secondo quanto riferito durante l’incontro, aveva consentito di sostenere oltre 550 famiglie. Ha precisato inoltre che il contributo sarà riconosciuto solo a chi avrà presentato domanda di iscrizione ai servizi comunali e sarà risultato escluso per mancanza di posti, condizione indispensabile per poter accedere al beneficio. La delibera, firmata digitalmente il 30 giugno 2026, è stata dichiarata immediatamente eseguibile per consentire agli uffici comunali di predisporre rapidamente l’impegno di spesa e avviare la procedura informativa rivolta alle famiglie.
Articolo di Francesco Viviani


