Cabinovia, la nota del ministero: “Il progetto non si cambia”

28.01.2022 – 08.00 – La mail che comunica l’impossibilità di spostare i quarantotto milioni di finanziamento c’è. Il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili lo conferma anche con una nota: “Non è possibile proporre altri interventi in sostituzione di quello già ammesso a finanziamento con il PNRR, oggetto di valutazione da parte degli uffici ministeriali”. Si parla della cabinovia metropolitana di Trieste: il consigliere Riccardo Laterza aveva interrogato la Giunta in merito della possibilità di dirottare i fondi su un diverso progetto e, in particolare, aveva chiesto di poter vedere la documentazione ministeriale che ne provasse l’impossibilità. La risposta dell’assessore alle politiche finanziarie Everest Bertoli non aveva soddisfatto il consigliere di Adesso Trieste: “Constato che poteva essere un sintetico no” aveva detto. Oggi in conferenza stampa proprio Bertoli, assieme all’assessore alle politiche al patrimonio immobiliare Lodi, ha rivelato la nota ministeriale. “La parola fine – esordisce Elisa Lodi – era già stata messa attraverso la comunicazione del nostro dirigente e la presentazione delle risposte in aula ai consiglieri. Ora c’è anche la mail del Ministero, che ci consente di chiudere questa triste vicenda”.

Dialogo, dibattito, confronto con la cittadinanza, eventuali rimodulazioni e migliorie. Un progetto “che ci porta in una nuova dimensione”, azzarda Bertoli. Non cambiano le promesse dell’amministrazione. “Siamo stati eletti e i cittadini ci hanno dato la fiducia per decidere e portare avanti progetti e non polemiche sterili e inutili” sottolinea. E conferma: “A questo punto i fondi ci sono e sono destinati esclusivamente a questo progetto”. 
Poi, la critica di Lodi. La vicenda avrebbe visto “abbassarsi il livello del dibattito politico – obietta l’assessore – mettendo in dubbio la parola di due assessori, di un dirigente e del suo staff”.

Nel frattempo in città è stato istituito il “Comitato per il referendum contro l’ovovia”. Il primo “referendum di iniziativa popolare della storia di Trieste – si legge in una nota diramata dal Comitato – indetto a fronte di un progetto che sta incontrando una forte contrarietà in molte organizzazioni della società civile e in larga parte della cittadinanza, cittadinanza che non è stata minimamente coinvolta nelle fasi decisionali del progetto. Il Comitato indipendente di cinque componenti sarà sostenuto da una base più ampia di associazioni, comitati e partiti che supporteranno le fasi per l’istituzione del referendum”. 
Il commento di Bertoli: “Noi siamo stati eletti per amministrare. Il referendum sull’amministrazione Dipiazza e sul suo programma c’è già stato”.

b.b

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