BAT a Trieste, D’Agostino: “Porto oasi di tranquillità per i player globali”

28.09.2021 – 19.22 – Il Porto Franco non solo come luogo di transito delle merci, ma di lavorazione delle stesse, dove impiantare accanto a magazzini e container, manifatture ed enti di ricerca.
La visione, che si guardi sul breve periodo ai sei anni di presidenza di Zeno D’Agostino, o sul lungo periodo alla storia del Porto di Trieste che conobbe proprio nel suo periodo di maggiore traffico, tra fine ottocento e inizio novecento, una decisa virata “industriale”, ha trovato oggi concretezza nella scelta della British American Tobacco (BAT) di stabilire la propria fabbrica ed ente di ricerca europeo per il tabacco elettronico proprio nello scalo giuliano. Specificatamente a FREEeste, nella zona industriale di Bagnoli, caratterizzata proprio dal regime di franchigia doganale. Sotto un profilo concettuale BAT rappresenta pertanto la prima multinazionale che risponde all’appello del Porto di Trieste che da tempo offre un territorio in grado di resistere alle continue crisi globali, grazie alla capacità di stoccaggio delle scorte e un multiforme dispiego di strumenti, tra i quali il free port svolge un ruolo fondamentale.

Nell’occasione della presentazione odierna, il presidente Zeno D’Agostino ha infatti posto l’accento su come questo sia un mondoin transizione“: digitale, ambientale, sanitaria, economica.
“Siamo in un mondo caotico – ha ricordato – dalla questione per lo shipping dei noli marittimi, al blocco del canale di Suez, al power crunch in Cina, con un problema gigantesco per la piattaforma industriale più grande al mondo, per non citare la pandemia…”
Pertanto “In questo mondo così caotico c’è bisogno di territori che diano tranquillità“. L’arrivo di BAT non è infatti casuale, ma si colloca “dopo anni e anni di duro lavoro in cui si è costruiti tutti assieme un sistema che offra a questo mondo così incerto e imprevedibile territori che diano tranquillità”.
Nel caso della Venezia Giulia “tutti i soggetti che lo caratterizzano dialogano nel tempo e si danno da fare”. Infatti “C’è stato un lungo lavoro per rispondere alle esigenze di BAT, offrendo una serie di vantaggi unici: la posizione geografica sempre più baricentrica, sempre più importante“.
Ma senza dimenticare “un porto che non solo sta vivendo una fase importante di finanziamento pubblico, ma vede l’interesse di molti soggetti privati di grande profilo”.

Per la prima volta “vi sono donne e uomini che hanno le competenze, la proprietà di dialogo e soprattutto la capacità di mettere assieme le capacità di un territorio di essere al posto giusto, nel momento giusto, così come la possibilità di affiancare alle classiche strutture portuali un hardware di sistema, una capacità di organizzazione tale da reagire in maniera reattiva ai continui shock mondiali“.

“Questa è solo la prima fase” ha anticipato il presidente dell’Authority “BAT è il primo, grande, operatore che premia quanto è stato fatto finora: finalmente abbiamo un grande player globale che si insedia qui e decide di fare non logistica, ma direttamente manifattura“.
Un ottimo esempio “quando si afferma che il futuro del porto non è il porto“.
Non è infatti ragionevole “limitarsi a catalizzare i traffici”. Piuttosto “il territorio deve avere l’accessibilità come elemento della competitività”; non a caso “accanto ai vantaggi del porto franco” l’elemento determinante è stato la “ricerca scientifica”.
BAT, ha svelato D’Agostino, si è basata su uno studio di Oxford Economics e Boston Consulting Group dove si citava direttamente ESOF definendo Triestela capitale della ricerca scientifica“.
L’obiettivo è ora di offrire un “luogo di tranquillità agli operatori globali dove investire”.
In un mondo magmatico e confuso Triesteè il luogo in cui il caos non c’è“.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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