22.10.2020 – 10:00 – Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte lo aveva annunciato chiaramente con il lancio del Dpcm la scorsa Domenica sera; palestre e piscine potranno rimanere aperte ancora per una settimana, se e soltanto se, verranno adeguate alle norme e ai protocolli di sicurezza (linee guida elaborate dall’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, declinate poi per le singole discipline dalle rispettive federazioni sportive tramite appositi protocolli di applicazione, ndr) per scongiurare il rischio di contagio da Covid-19. Pena la chiusura degli impianti.
L’ultimatum del Presidente:
“Lo dico francamente” – ha dichiarato il Premier Conte in conferenza stampa – “abbiamo notizie varie e contrastanti: molto spesso i protocolli sono rispettati, altre volte ci giungono notizie opposte. Daremo una settimana per adeguare i protocolli e verificarne il rispetto. Se questo avverrà, non ci sarà alcuna ragione di chiudere palestre e piscine. In caso contrario, saremo costretti a interromperne le attività”.
Cosa prevede l’aggiornamento:
Come già accade per i saloni di bellezza o per le barberie, l’aggiornamento all’ultimo Dpcm mirato a regolamentare l’utilizzo di piscine e palestre dovrebbe prevedere l’obbligatorietà di prenotazione. Inoltre, l’atleta o amatore che esso sia, dovrà comunicare i propri dati sensibili ai gestori dell’impianto con il fine di garantire un più agevole tracciamento della clientela in caso di eventuali casi di contagio. Gli elenchi saranno conservati dalle palestre per due settimane.
In secondo luogo, gli spostamenti all’interno degli impianti sportivi saranno consentiti esclusivamente con mascherina indossata su naso e bocca. Infine, dovranno essere creati sul pavimento percorsi studiati ad hoc per lo spostamento in sicurezza tra sala pesi (o piscina, ndr) e spogliatoio. Quest’ultimo, assieme a servizi igenici e docce dovranno essere igienizzati con grande frequenza e organizzati in maniera da garantire il distanziamento fra gli utilizzatori. Sarà quindi necessario per i gestori dotare questi spazi con apposite barriere di separazione fra un piatto doccia e l’altro o fra le sedute delle panche.
Per evitare assembramenti negli spogliatoi, inoltre, potrebbe essere richiesto di presentarsi già in tenuta di allenamento. Tutti gli indumenti ed effetti personali dovranno essere riposti dentro un borsone; in mancanza di quest’ultimo, dovranno essere messi a disposizione alcuni sacchetti usa e getta.
Nelle sale di allenamento o all’esterno della vasca, i flussi di attesa dovranno essere altresì regolamentati all’insegna del distanziamento interpersonale di almeno un metro. Di due metri, invece, dovrà essere la distanza da mantenere da chi sta compiendo l’esercizio (quest’ultimo accorgimento valido solo per le palestre, ndr)
I macchinari in dotazione delle sale fitness, infine, dovranno essere igienizzati dopo ogni utilizzo.
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