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giovedì, 8 Dicembre 2022

Guida alle elezioni 2022: i programmi dei candidati sull’energia

01.09.2022 – Le elezioni politiche del 25 settembre, che eleggeranno i Deputati e i Senatori della XIX Legislatura, si fanno sempre più vicine. Si tratta delle prime elezioni repubblicane che manderanno in Parlamento 400 eletti alla Camera dei Deputati e 200 al Senato (per effetto del referendum costituzionale del 2020 che ha portato alla riduzione del numero dei parlamentari), nonché delle prime elezioni in cui, per votare per il Senato, non sarà necessario aver compiuto i 25 anni di età. La legge elettorale con la quale ci recheremo alle urne sarà la legge 165/2017, detta Rosatellum dal nome del suo relatore, Ettore Rosato. Per non arrivare impreparati alla data del voto e scegliere consapevolmente come far valere il proprio diritto di esercizio della democrazia, è utile conoscere quante più cose possibili.

Nei giorni scorsi, dopo aver visto quali saranno le liste presenti sulla scheda elettorale del 25 settembre, abbiamo visto anche i candidati per la circoscrizione FVG sia alla Camera dei Deputati che al Senato. Abbiamo quindi deciso di proporre un confronto tra i programmi dei diversi schieramenti, secondo ambiti tematici. Finora, abbiamo messo a confrono i programmi dei candidati sul lavoro, sull’istruzione, sulla sanità e sulle infrastrutture. Oggi vedremo invece cosa ci dicono i candidati su un altro tema particolarmente spinoso, di questi tempi: l’energia.

Sul tema energetico, il centrodestra avanza compatto rilanciando i propri cavallii di battaglia: la possibilità di implementare il ricorso alle centrali nucleari è tutt’altro che esclusa da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati, che comunque non disdegnano la transizione verso fonti energetiche rinnovabili, anche in vista di una diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico che riducano la dipendenza dell’Italia dai singoli fornitori. Nel programma del centrodestra, comunque, vi è anche l’utilizzo di risorse energetiche presenti sul territorio nazionale.

Da parte del centrosinistra, invece, i programmi sull’energia sono più vari: Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, insieme all’Alleanza Verdi-Sinistra, puntano a una decisa accelerazione della transizione verso fonti di energia rinnovabili, con AVS che punta anche a una eliminazione completa di fonti fossili ed esclude categoricamente il ricorso al nucleare. Nucleare che invece è presente nel programma energetico di PiùEuropa, che punta a semplificare la transizione ecologica sburocratizzando le procedure per la costruzione di impianti di produzione di energie rinnovabili, da inserire in un processo di accelerazione della riduzione delle emissioni che si collochi in una più ampia politica energetica europea comune. Tema comune alle liste del centrosinistra è quello delle comunità energetiche, presente anche nel programma di Impegno Civico.

Per il terzo polo, composto dalla lista comune di Azione e Italia Viva, la priorità è rendersi indipendenti dalla Russia in materia energetica ricorrendo ad altre fonti energetiche, per poi, nel medio e lungo periodo, iniziare un percorso di riduzione delle emissioni di CO2 che porti, nel 2050, all’ambizioso obiettivo delle emissioni zero. Importanti a tal fine, nella politica energetica del terzo polo, le centrali nucleari di ultima generazione. Il MoVimento 5 Stelle punta a una transizione che aumenti il ricorso alle fonti rinnovabili, da agevolare sburocratizzando il processo di costruzione degli impianti e favorendo attraverso degli incentivi gli investimenti delle imprese nell’energia rinnovabile.

La parola d’ordine di Unione Popolare è totale conversione del sistema energetico in chiave ecologica. Immancabile, dunque, il ricorso alle fonti rinnovabili e alle comunità energetiche. Il sistema energetico pensato da UP è a controllo interamente statale. Nel programma di Italia Sovrana e Popolare per l’energia vi è il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili, mentre ItalExit propone sia il ricorso alle comunità energetiche e la sburocratizzazione dei progetti legati alle fonti rinnovabili sia aspetti più particolari, a partire dall’utilizzo di superfici come le parti superiori degli edifici e le superfici a terra non utilizzabili in altro modo come dei grandi parchi fotovoltaici. La ristrutturazione degli edifici per ridurne il fabbisogno energetico è un altro caposaldo della politica energetica di IE, così come la creazione di parchi eolici da realizzare offshore.

Da parte di Noi di Centro vi è l’obiettivo di accelerare la transizione dalle energie fossili a quelle rinnovabili, mentre Vita punta a introdurre un Piano Nazionale di autonomia energetica sostenibile e introduce il concetto di sovranità energetica.
[E.R.]

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