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giovedì, 1 Dicembre 2022

Guida alle elezioni 2022: i programmi dei candidati per le infrastrutture

31.08.2022 – Le elezioni politiche del 25 settembre, che eleggeranno i Deputati e i Senatori della XIX Legislatura, si fanno sempre più vicine. Si tratta delle prime elezioni repubblicane che manderanno in Parlamento 400 eletti alla Camera dei Deputati e 200 al Senato (per effetto del referendum costituzionale del 2020 che ha portato alla riduzione del numero dei parlamentari), nonché delle prime elezioni in cui, per votare per il Senato, non sarà necessario aver compiuto i 25 anni di età. La legge elettorale con la quale ci recheremo alle urne sarà la legge 165/2017, detta Rosatellum dal nome del suo relatore, Ettore Rosato. Per non arrivare impreparati alla data del voto e scegliere consapevolmente come far valere il proprio diritto di esercizio della democrazia, è utile conoscere quante più cose possibili.

Nei giorni scorsi, dopo aver visto quali saranno le liste presenti sulla scheda elettorale del 25 settembre, abbiamo visto anche i candidati per la circoscrizione FVG sia alla Camera dei Deputati che al Senato. Abbiamo quindi deciso di proporre un confronto tra i programmi dei diversi schieramenti, secondo ambiti tematici. Dopo aver confrontato i programmi dei candidati sul lavoro, sull’istruzione e sulla sanità, è il momento di vedere come le varie forze politiche che si contendono la guida del paese hanno affrontato il nodo delle infrastrutture.

La coalizione di centrodestra punta forte sulle infrastrutture, da potenziare, nel programma condiviso da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati, attraverso i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Tra le infrastrutture da potenziare, per la coalizione di centrodestra, vi sono le infrastrutture definite “strategiche“, ma anche quelle digitali ed energetiche. Non manca il riferimento alle grandi opere, comprese le reti viarie e ferroviarie, da ammodernare e potenziare.

Per quanto riguarda invece il programma della coalizione di centrosinistra, il tema infrastrutture viene affrontato soprattutto nell’ottica di una maggiore sostenibilità e della transizione ecologica: così, da parte di tutte le liste che compongono la coalizione, arriva la bocciatura delle centrali nucleari, mentre per i rigassificatori c’è l’apertura di Partito Democratico-Italia Democratica e progressista, seppur come soluzione ponte. Da PiùEuropa arriva invece l’esplicita richiesta di realizzare un termovalorizzatore a Roma. L’Alleanza Verdi-Sinistra punta invece esclusivamente sulle fonti rinnovabili. Per quanto riguarda altre infrastrutture, il PD punta a un grande piano di riqualificazione delle reti viarie secondarie e ferroviarie e lo sviluppo della mobilità ciclabile, ma anche sul far inserire le reti italiane all’interno delle grandi reti di trasporti europee. Sul potenziamento delle infrastrutture di mobilità sostenibile (come quelle per il trasporto pubblico, alimentato senza ricorrere al fossile) punta anche l’AVS. Altre infrastrutture su cui l’AVS insiste sono quelle idriche e per la trasformazione dei rifiuti.

Il terzo polo, composto dalle forze centriste Italia Viva e Azione, si concentra soprattutto sulla riduzione del divario tra le regioni settentrionali e il sud Italia e punta sul potenziamento del trasporto ferroviario, con particolare riferimento all’Alta Velocità e ai treni regionali e propone di costituire una rete che metta in sinergia i porti del Mezzogiorno e di potenziare il sistema delle Zone Economiche Speciali, migliorando poi i collegamenti tra i porti e le altre infrastrutture. Potenziamento del trasporto pubblico, delle infrastrutture energetiche (da potenziare in un’ottica di sostenibilità di cui, secondo i centristi, fa parte anche il nucleare) e di quelle idriche sono altre priorità di Azione e Italia Viva. La riduzione del divario tra le diverse aree del Paese è uno tra i punti all’ordine anche del MoVimento 5 Stelle, che punta a sua volta a una maggiore e più moderna interconnessione tra le infrastrutture. I pentastellati presentano inoltre il Progetto Mediterraneo, che si propone di riorganizzare il settore portuale attraverso una migliore interconnessione dei diversi terminali gli uni con gli altri e con le reti stradali e ferroviarie. Anche per la gestione dei rifiuti il M5S chiede l’utilizzo di tecnologie più avanzate e orientate alla sostenibilità, mentre per i piani di edilizia residenziale pubblica i pentastellati propongono la riqualificazione degli edifici esistenti, senza dunque costruirne di nuovi.

Italia Sovrana e Popolare parla di un piano straordinario, tra le altre cose, per la residenzialità popolare, per la scuola, per i trasporti e per l’energia, con la condizione che tutte le infrastrutture in questione siano esclusivamente pubbliche, mentre Unione Popolare dice di no a tutte le grandi opere che vengono considerate “inutili e dannose” e all’energia fossile, puntando invece su infrastrutture sostenibili, come piste ciclabili (che siano ben integrate anche con servizi di trasporto pubblico, che deve a sua volta essere decisamente potenziato ed elettrificato ed essere reso a bassissimo costo, se non addirittura gratuito). Il potenziamento e ammodernamento delle infrastrutture per la gestione dei rifiuti è presente nel programma di ItalExit, che punta anche al miglioramento delle infrastrutture dedicate al recupero delle acque reflue, da inserire in un più ampio sistema infrastrutturale dell’acqua. Potenziamento è anche la parola chiave di IE sulle infrastrutture energetiche, in particolare quelle rinnovabili. Da Vita arriva la proposta di istituire nel mezzogiorno delle zone franche per l’esportazione e il netto rifiuto del nucleare.
[E.R.]

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