I sindacati rispondono all’Assessore: ” con lo spostamento di servizi il Burlo a rischio depotenziamento”

25.1.16 | 22.00 – Solo alcuni giorni fa l’assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca, in un comunicato, spiegava come “l’unificazione delle attività di Medicina di Laboratorio tra l’Azienda Ospedaliero Universitaria (AOU) e il Burlo Garofolo aumenti la qualità del sistema attraverso la standardizzazione dei valori di riferimento e l’ottimizzazione dei metodi”. Definendo come fosse “fuori luogo parlare di depotenziamento, perché è vero il contrario”.

La CGIL – Funzione Pubblica, con un’articolata nota, a firma di Rossana Giacaz e Pierpaolo Brovedani, risponde alle esternazioni dell’Assessore, ponendo una serie molto circostanziata di osservazioni, anche di ordine tecnico- organizzativo.

“La costruzione del nuovo IRCCS Burlo Garofolo deve ancora iniziare – recita la nota – ma già pezzi di servizi, sanitari e amministrativi, si trasferiscono materialmente a Cattinara e all’AOUTS.
Questa politica dello spezzatino in due tempi va maneggiata con cura, perché c’è sempre il rischio che la perdita di servizi infrastrutturali e assistenziali depotenzino il Burlo, privandolo progressivamente dei requisiti necessari per mantenere lo status di IRCCS. Su questo va mantenuta la massima vigilanza e sia la Direzione Strategica che il Consiglio di Indirizzo devono esserne consapevoli.

Certo, non si può essere contrari a principi di razionalizzazione e di economicità (a patto di non definirli enfaticamente “miglioramento” e “ottimizzazione” come fa sulla stampa il collega e sindaco Nesladek, membro del Consiglio di Indirizzo) ma il trasferimento del laboratorio di routine a Cattinara (o al Maggiore) deve rispondere a quesiti cruciali.

Il problema più stringente è rappresentato dalle urgenze: su questo tema non sono concessi errori o ritardi, pena la vanificazione di tutto il lavoro di eccellenza svolto all’IRCCS. Tuttora non è chiaro (neanche alla Direzione) come si pensi di ovviare a questo problema, ma alcune questioni vanno poste preventivamente.

Attualmente i tempi medi delle urgenze (che riguardano principalmente, ma non solo, alcuni reparti come la Rianimazione, la Terapia Intensiva Neonatale, la Sala Parto e l’Ostetricia-Ginecologia, il Pronto Soccorso Pediatrico, l’Emato-Oncologia) viaggiano su una media di 20-30 minuti tra esecuzione e risposta. E’ stato detto che a Cattinara si arriva in 7 minuti, ma: 1) se l’esame viene inviato di giorno non si può pensare che i 200 esami degli adulti si fermino per dare spazio a quelli pediatrici;  2) se avviene di notte o in giorno festivo non sono chiare le modalità di invio. Per non parlare degli imprevisti atmosferici (neve, gelate)

2. Non è chiara l’attribuzione del trasporto. Risulta infatti che gli autisti dell’AOUTS, che dovrebbero portare il prelievo, lavorino già oltre gli straordinari consentiti e il parco macchine sia piuttosto esiguo e alquanto vetusto.

3. Anche i tecnici dell’AOUTS sono in numero sufficiente solo per la routine. A questo proposito non sono chiari i tempi di risposta: attualmente il referto è disponibile on-line in reparto. Funzionerà ancora allo stesso modo? Quanto bisognerà aspettare la certificazione ufficiale?

4. Attualmente i tecnici del Burlo, nel caso in cui sia reso necessario dall’iter diagnostico, riescono ad aggiungere un nuovo esame al campione già inviato, senza fare un nuovo prelievo. Questo approccio “friendly” e flessibile, nell’interesse del bambino, potrà essere mantenuto?

5. C’è poi il  da neonati, lattanti, pazienti pediatrici cronici con difficile accesso, talvolta si ottiene poco meno di 1 ml di sangue, che spesso i tecnici del Burlo riescono a rendere sufficiente. Sarà ancora così? Ad esempio l’emocromo con micrometodo richiede 0.4 ml, già da ora invece vengono proposte provette che ne contengono 1.5.

6. E’ vero che attualmente alcune Unità Operative sono dotate di micrometodo per alcune urgenze con apparecchi (es. ABL Radiometer) presenti in reparto i quali, in tempo reale, con 0.2 ml di sangue, danno l’emogasanalisi, l’emoglobina (e metaHb e carbossiHb), gli elettroliti, la glicemia, il calcio, l’acido lattico, la bilirubina e la creatinina. Non possiamo pensare però che siano questi a costituire il ventilato Point Of Care Testing (POCT). Anche altri esami non eseguibili con micrometodo possono essere indispensabili in urgenza, dalle prove di coagulazione fino all’ammoniemia,.

7. Inoltre anche l’emocromo di reparto (ove presente) va standardizzato. In un IRCCS con Centro Trapianti Pediatrico HUB regionale (così come tutta l’Emato-Oncologia) c’è bisogno di emocromi con formula attendibile a qualsiasi ora del giorno e della notte, con la necessità di avere una conta piastrinica affidabile in urgenza (impossibile con i POCT). Anche la conta leucocitaria deve raggiungere sensibilità eccellenti, ad esempio per valutare giorno per giorno l’attecchimento dei trapianti.

8. Va detto infine che il POCT, che prevede l’analisi del sangue nel punto di cura del paziente, rappresenta una metodica organizzata, che però non è stata ancora definita concretamente (apparecchiature, localizzazione, procedure, indicazioni diagnostiche, standardizzazione). Come appare probabile, si prevede l’installazione di un’apparecchiatura centralizzata: attualmente però per portare il prelievo urgente di notte viene incaricato un operatore socio-sanitario; con il POCT il processo di attivazione e lettura del prelievo dovrà essere gestito dall’infermiera di notte, che spesso è l’unica figura professionale presente in reparto.

In attesa che la proposta venga elaborata nei dettagli, si chiede pertanto che venga attuata una consultazione preventiva non solo con i tecnici, ma anche con i medici e gli infermieri responsabili operanti nelle strutture cliniche.

Rimangono da definire le caratteristiche del Laboratorio ad Alta Specializzazione del Burlo in termini di competenze e di volume di attività. Visto che la citofluorimetria e la criopreservazione vengono definitivamente trasferite e gestite dall’AOUTS, in esso dovrebbero confluire le rimanenti attività dell’IRCCS (allergologia, laboratorio pediatrico, genetica, cromatografia).
Ciò necessita di un supporto adeguato di figure professionali e quindi di uno sforzo per la stabilizzazione e la qualificazione dei borsisti e dei contrattisti che attualmente vi lavorano”.

Questa la nota dell’Organizzazione sindacale, è giusto anche porre all’attenzione come, in chiusura del comunicato stampa, l’Assessore Telesca evidenziasse ” come non indifferente il fatto che il risultato previsto già nel 2016 sia di un risparmio di oltre 900.000,00 euro, senza nessuna riduzione di personale”.

(L'Assessore Telesca e il ministro Lorenzin in vista al Burlo, in un'immagine d'archivio)
(L’Assessore Telesca e il ministro Lorenzin in vista al Burlo, in un’immagine d’archivio)

Si confida che le esigenze di risparmio non vadano a discapito della tutela della salute dei soggetti più deboli come i bambini.

MB

( riproduzione-riservata)

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