Vigile del Fuoco morto per amianto, Tribunale di Trieste condanna il Ministero dell’Interno

Avv. Bonanni: "È in corso un fenomeno epidemico di mesoteliomi e altre malattie asbesto correlate, nel personale della direzione 'Dipartimento dei Vigili del Fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile"

10.06.2020 – 08.30 – Prima dell’emergenza Covid-19, i droni che sorvolavano Trieste obbedivano alle direttive della Regione, volte a osservare e catalogare le zone dell’amianto, per redigere una mappatura ancora incompleta. Un frammento di una lotta contro una sostanza che continua a reclamare vittime: Fincantieri lo scorso gennaio era stata obbligata a risarcire 600mila euro a una vedova il cui operaio era morto in seguito a esposizione di amianto, dopo aver “depurato” l’Amerigo Vespucci; e proprio a Trieste, nei primi giorni del 2020, il giudice del lavoro aveva deciso un risarcimento di 406mila euro per la vedova di un (ex) lavoratore della Ferriera esposto alla sostanza negli anni Sessanta. Ora un’altra sentenza si aggiunge alle precedenti, perchè il giudice Silvia Burelli ha condannato il Ministero dell’Interno a risarcire la famiglia orfana del proprio padre, S.G., Vigile del Fuoco deceduto per mesotelioma da esposizione ad amianto. La vedova e i figli, a cui è stata così resa giustizia, riceveranno un assegno vitalizio di 500 euro, uno speciale di 1.033 mensili e, a favore della vedova, la pensione privilegiata.

Come tanti (troppi) suoi colleghi, l’uomo utilizzava guanti e tute anticendio in amianto per trentaquattro anni, intervendo specialmente nel caso del terremoto del Belice. I danni si sono rivelati nel 2008, quando è stato ucciso da un mesotelioma che lo ha condannato a grandi sofferenze, prima della morte nel gennaio di quello stesso anno.
La famiglia si era allora rivolta all’avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto il quale, affiancato dall’avv. Alberto Kostoris del Foro di Trieste, ha formalizzato la richiesta di risarcimento al Ministero che, inizialmente, ha negato che il Vigile del Fuoco potesse essere deceduto per esposizione alla fibra mortale.

I due legali hanno poi intrapreso l’azione giudiziaria presso il Tribunale di Trieste denunciando la condizione di rischio cui furono esposti i Vigili del Fuoco, inducendo il Ministero a modificare – in corso di causa – il proprio atteggiamento, tanto che, prima della pronuncia della sentenza – ha riconosciuto la causa di servizio e la qualità di vittima del dovere e ha liquidato ai familiari la speciale elargizione di €228.000,00. Per ottenere piena giustizia, gli avvocati della famiglia hanno notificato anche il ricorso al TAR e la citazione al Tribunale civile per i danni diretti e quelli dei familiari.

È una sentenza storica, la prima nella quale un vigile del fuoco viene riconosciuto vittima del dovere – commenta Ezio Bonanni, che da 20 anni si occupa della tutela delle vittime dell’amianto in Friuli Venezia Giulia e in tutta Italia, che sottolinea: “abbiamo dimostrato che anche i Vigili del Fuoco sono stati esposti ad amianto con l’utilizzo di guanti e tute, gli interventi nel corso degli incendi e degli eventi sismici e il contatto con macerie di materiali in amianto, senza informazione e formazione e strumenti di prevenzione, motivo per il quale è in corso un fenomeno epidemico di mesoteliomi e altre malattie asbesto correlate, nel personale della direzione ‘Dipartimento dei Vigili del Fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile’ che fa capo al Ministero dell’Interno. È necessaria la sorveglianza sanitaria per tutti i vigili e l’attivazione della tutela dei loro diritti dal punto di vista previdenziale e risarcitorio”.

A differenza infatti dei casi precedentemente citati, non può non colpire in quest’eventualità come si tratti di storia recente: la morte è avvenuta nel 2008 e la stessa attività di Vigile del Fuoco non veniva considerata finora tra quelle “a rischio”, a differenza invece della grande attenzione riservata nei decenni agli operatori portuali o alla cantieristica o alla siderurgica. Nel VI Rapporto mesoteliomi edito da INAIL nell’ottobre 2018, si fa riferimento a 39 casi di mesotelioma tra i Vigili del Fuoco e assimilati nel settore della Pubblica Amministrazione e a pag. 225 si legge testualmente: “amianto in tessuto è stato utilizzato per il confezionamento delle tute antincendio e coperte spegni fiamma“.