13 luglio 2026 – ore 10:30 – Tra le Regioni d’Italia e tra quelle con Statuto Speciale, il FVG si distingue per i bonus erogati ai servizi educativi, specie nella fascia della prima infanzia: il risultato di un ‘accumulo’ realizzato negli anni, specie da parte dell’assessore Rosolen, che ha portato a vantaggi notevoli a confronto ad esempio col Veneto. Tuttavia occorre anche evidenziare come rimanga il ‘collo di bottiglia’ del numero insufficiente di posti nelle scuole d’infanzia e ancor più del nido; spesso, è stato osservato dalle famiglie e dalle associazioni, servirebbero più educatrici e più posti innanzitutto.
Quest’anno la Regione Friuli Venezia Giulia mette a disposizione quasi 36 milioni di euro per sostenere le famiglie che utilizzano i servizi educativi per la prima infanzia e per l’anno educativo 2026/2027 sono stati confermati contributi fino a 510 euro al mese per i nuclei con più figli minori e fino a 310 euro per quelli con un solo figlio.
La misura è stata approvata dalla Giunta regionale attraverso rispettivamente due delibere dedicate ai servizi educativi rivolti ai bambini fino a tre anni.
Scendendo nel dettaglio per i nuclei con un solo figlio minore e un Isee pari o inferiore a 50mila euro il contributo sarà di 310 euro mensili per la frequenza a tempo pieno di nidi d’infanzia e servizi educativi domiciliari mentre l’importo scende a 155 euro in caso di frequenza a tempo parziale; un contributo di 155 euro mensili è previsto anche per la frequenza dei centri per bambini e genitori e degli spazi gioco, mentre per le famiglie con due o più figli minori il beneficio raggiungerà i 510 euro mensili per la frequenza a tempo pieno e i 255 euro per quella a tempo parziale. Quest’ultimo sarà riconosciuto anche per i centri per bambini e genitori e per gli spazi gioco.
La seconda delibera approva lo schema di intesa tra la Regione Friuli Venezia Giulia e l’Ufficio scolastico regionale per l’ammissione alla sperimentazione e al finanziamento delle Sezioni Primavera nell’anno scolastico 2026/2027. Le sezioni accolgono di solito bambini di età compresa tra i 24 e i 36 mesi e rappresentano un servizio di collegamento tra il nido e la scuola dell’infanzia e per il prossimo anno scolastico potranno essere ammesse le sezioni con un numero di iscritti compreso tra 10 e 20 bambini e un funzionamento giornaliero da cinque a otto ore.
Il numero minimo di iscritti scenderà a cinque nei Comuni montani e nei centri con meno di 5mila abitanti e nei territori caratterizzati da specificità linguistiche; la deroga è pensata per rendere possibile l’attivazione del servizio anche nelle realtà meno popolate e prevede contributi annuali compresi tra 10mila e 27mila euro calcolati sulla base del numero degli iscritti e della durata giornaliera del servizio.
In presenza di bambini con disabilità o in condizioni di svantaggio socio-culturale sarà riconosciuta una maggiorazione del 15 per cento a condizione che venga garantito personale educativo aggiuntivo oppure un rapporto inferiore a un educatore ogni dieci bambini, e per le strutture che richiederanno sia il contributo statale sia quello regionale le rette a carico delle famiglie dovranno essere comprese tra 100 e 550 euro mensili mentre per i gestori che chiederanno soltanto l’ammissione alla sperimentazione la fascia sarà compresa tra 100 e 750 euro al mese e resterà possibile applicare riduzioni o esenzioni sulla base della situazione economica delle famiglie.
Articolo di Zeno Saracino


