Chi erano i santi Ermacora e Fortunato? Storia e curiosità sui patroni del Friuli Venezia Giulia

12 luglio 2026 – ore 11:30 – Il Friuli Venezia Giulia celebra oggi i santi Ermacora e Fortunato, venerati come protomartiri della regione nonché fondatori della Chiesa Aquileiese. San Ramacul e Fortunât – così vengono chiamati in lingua friulana – sono i santi patroni delle arcidiocesi di Udine e Gorizia e, dal 2001, dell’intera regione: la loro festa, che ricorre nel cuore dell’estate, è tra le più antiche del Friuli. Per secoli il 12 luglio ha rappresentato un importante riferimento per il mondo contadino, oltre che religioso: alla data erano legati proverbi popolari, tradizioni e perfino i riti ad petendam pluviam, processioni e preghiere con cui si invocava la pioggia nei periodi di siccità.

Patroni del Friuli Venezia Giulia (e non solo)

La ricorrenza del 12 luglio è particolarmente sentita in gran parte del Friuli Venezia Giulia: i santi Ermacora e Fortunato sono patroni anche di Arta Terme, Buja, Grado, Pocenia, Remanzacco, Roveredo di Varmo e Savogna, oltre ad essere celebrati con numerose sagre e feste patronali in tutta la regione, tra cui la tradizionale festa patronale di Roiano a Trieste. Il loro culto si estende però anche oltre i confini regionali e nazionali: compatroni della città di Venezia, i santi Ermacora e Fortunato sono coprotettori dell’arcidiocesi di Lubiana, di Gornji Grad e di Renče in Slovenia, di Lindaro in Croazia e di Hermagor in Austria.

Chi erano i due martiri

Le notizie storiche sui due santi sono limitate e in parte avvolte dalla tradizione. Secondo il Catalogo episcopale aquileiese, Ermacora e Fortunato operarono nel III secolo d.C.: il primo come vescovo di Aquileia, il secondo come suo diacono. A convertire Ermacora al Cristianesimo e consacrarlo vescovo sarebbe stato, secondo la tradizione, lo stesso San Pietro, su indicazione dell’evangelista Marco. Si racconta che Ermacora attraversasse la regione aquileiese predicando il Vangelo, compiendo miracoli, battezzando, ordinando sacerdoti e diaconi e inviando missionari nelle città della regione. Ermacora e il diacono Fortunato furono poi condannati a morte da Sebasto, preside di Aquileia, per la loro opera di evangelizzazione e decapitati in segreto, di notte e in carcere. I loro corpi furono sepolti nei pressi di Aquileia e la loro tomba divenne presto meta di pellegrinaggi e sito di numerose guarigioni miracolose.

Una curiosa credenza popolare

Attorno alla celebrazione di San Ramacul e Fortunât si è sviluppata una curiosa credenza popolare. In alcune zone del Friuli, soprattutto nel territorio udinese, il 12 luglio era ed è tuttora considerato un giorno poco propizio. Il consiglio è quello di rimandare eventi importanti, decisioni delicate o lavori particolarmente impegnativi ai giorni seguenti. L’origine di questa superstizione è probabilmente legata al periodo dell’anno: a metà luglio sono frequenti i violenti temporali di calore, preziosi per irrigare i campi, ma allo stesso tempo temuti per i danni spesso causati da grandine, vento e fulmini. Sono proprio queste credenze popolari a raccontare ancora oggi il profondo legame che esisteva tra il calendario religioso e il ritmo della vita agricola friulana.

Articolo di Benedetta Marchetti

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