“Terza fase” su uno sfondo a tinte fosche. In Friuli Venezia Giulia gli aumenti maggiori sui prezzi

20.05.2020 – 12.57 – Come ampiamente anticipato, alcuni dati economici, recentemente usciti, confermano che il 2020 è e sarà un anno difficile per la nostra città e la regione Friuli Venezia Giulia, non solo dal punto di vista sanitario o sociale ma anche economico. Infatti, i dati dell’occupazione a Udine nel primo trimestre, quelli che illustrano le salite speculative dei prezzi dei beni alimentari e infine i numeri conclusivi delle richieste per i buoni alimentari a Trieste; tutti contribuiscono a comporre il mosaico di una situazione economico-sociale sempre più pesante.

Analizzando, innanzitutto, i dati sull’occupazione a Udine nel primo trimestre, elaborati dall’Ufficio studi di Confindustria Udine, avvalendosi di dati dell’Osservatorio del lavoro regionale, le assunzioni hanno coinvolto 19.045 rapporti di lavoro, con un calo del 14 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (quando furono 22.205 unità). Nel 43,4 per cento dei casi questi aumenti di personale sono avvenuti nel terziario, dove tuttavia si segnala un calo degli ingaggi poco superiore al 9 per cento rispetto all’anno precedente. Segue il manifatturiero, che con 3.222 assunzioni (il 16,9 per cento del totale) ha registrato una diminuzione di poco inferiore al 21 per cento. Il comparto alberghi e ristoranti, le cui cui acquisizioni di nuovo personale coprono circa il 13 per cento del totale, ha segnato un tonfo di poco inferiore al 26 per cento. Le costruzioni, con 990 nuovi ingressi pari al 5,2 per cento del totale, segnano una diminuzione poco superiore al 19 per cento.
La tipologia contrattuale prevalente è stata il rapporto a tempo determinato, che ha interessato circa il 49 per cento del totale delle nuove assunzioni; a seguire il lavoro in
somministrazione per poco meno del 14 per cento dei casi, il rapporto a tempo indeterminato per circa il 13 per cento del totale, e infine il lavoro intermittente per un mero 7 per cento circa.
Per quanto concerne, invece, gli aumenti speculativi sui prezzi dei beni alimentari, secondo uno studio realizzato dall’Unione nazionale consumatori grazie a dati Istat, il Friuli Venezia Giulia risulterebbe essere la regione italiana in cui ad aprile è aumentato maggiormente il prezzo dei generi alimentari. La crescita è stata infatti del 4,1 per cento, che spicca in confronto ad una media nazionale del 2,8 per cento, e nei fatti si traduce in uno scontrino più salato di 213 euro per una famiglia con 2 figli.

A livello comunale, Trieste è la seconda città in Italia per quanto concerne l’aumento dei prezzi degli alimentari nel mese di aprile (in piena crisi Coronavirus), con un aumento del 5.3 per cento superiore anche alla media regionale. Udine, invece, si colloca al decimo posto, con una salita degli importi nel campo dell’alimentazione pari al 3.5 per cento.
Questa salita dei prezzi non potrà non rendere ancora più complessa la sussistenza di chi già si trova in difficoltà, come i numerosi richiedenti dei buoni alimentari rilasciati dal comune di Trieste. In città, prima della scadenza del termine che cadeva a mezzanotte di venerdì scorso, per questi aiuti sono state presentate circa 3mila domande, anche se 500 sono state respinte (circa un sesto del totale). Entro la fine del mese verranno consegnati i buoni a tutti coloro che siano risultati averne diritto, a seguire inizierà un secondo giro di distribuzione. I buoni vengono erogati attraverso tre modalità diverse: con l’invio telematico di un file, consegnandoli direttamente a mano presso gli sportelli di via Mazzini o tramite i gestori di alcuni punti vendita che si sono resi disponibili a erogarli. In conclusione, in questi giorni, entriamo nella “fase tre” con la speranza che rechi una boccata di ossigeno non solo a noi, in senso letterale, ma anche all’economia metaforicamente parlando che, come questi tutti dati evidenziano molto chiaramente, ha subito un colpo fortissimo mettendo in forte stress il tessuto sociale già duramente messo alla prova da questa pandemia.

[a.z.]

Ultime notizie

Dello stesso autore