Coronavirus, il diritto ad avere i dati. C’è democrazia senza trasparenza?

27.04.2020 – 11.41 – Fase 2. Ripartenza: 4 maggio 2020. È ormai sempre più acceso il dibattito a livello regionale non solo circa la data di questa nuova fase, ma anche su quali misure restrittive vadano prorogate e quali invece tolte. La questione, ovviamente, dipende dai dati sanitari: mentre alcune regioni, con capofila il Veneto del governatore Zaia, spingono verso una immediata apertura di tutto ed una totale libertà di muoversi per le persone, la nostra Regione vive in restrizioni che ormai sono divenute incomprensibili anche alla luce delle notizie quotidianamente fornite sulla situazione dei contagi nel nostro territorio. In questo, gli stessi organi di stampa non sono chiari: si continuano ad enfatizzare infatti il numero complessivo dei contagiati e dei morti e si tralascia, o quasi, di specificare seriamente dati più importanti.

Ad esempio, per avere un quadro completo ed utile ai fini di valutare la reale pericolosità attuale del virus (e quindi per poter correttamente decidere le misure da adottare) sono necessari dei dati “disaggregati” – Separati dall’insieme e ripartiti in dati più elementari o più omogenei. A dirlo è un esperto che, tra l’altro, fa parte di un gruppo di professionisti che stanno collaborando con la Regione Friuli Venezia Giulia nella valutazione dei dati, il dott. Guido Sanguinetti, fisico della SISSA, durante un intervista andata in onda sul giornale radio della Rai Fvg il giorno 24 aprile alle ore 12.10. In particolare, secondo l’esperto, sarebbe utile conoscere:

  1. quanti nuovi infetti ci sono tra il personale sanitario;
  2. quanti nuovi casi nelle case di riposo;
  3. quanti infine i contagiati tra la popolazione generale.

Dovremmo poter sapere cioè “quante tra le persone normali stanno prendendo il virus. Stiamo sentendo di nuovi casi nelle case di riposo”, conclude il fisico, “ma dal punto di vista
epidemiologico ogni casa di riposo è un unico caso di contagio, non sono 30/40 casi nuovi”. Ci sembra che quanto affermato sia del tutto ragionevole e questa carenza dei dati era stata già evidenziata giorni fa.
I dati aggiornati della Protezione Civile mostrano non solo un costante calo della curva epidemiologica, ma soprattutto lo svuotamento degli ospedali e delle terapie intensive. Nelle ultime settimane i contagi segnalati dai quotidiani sono circoscritti a degenti delle case di riposo o degli ospedali ed a personale sanitario. Non risulterebbero nuovi casi tra le persone normali.

La questione ormai è stringente: possiamo ancora tollerare la segregazione forzata in casa, la compressione dei più elementari diritti della persona, se il virus non c’è più? La Regione Friuli Venezia Giulia ha il dovere di fornire i dati completi, di fornire i dati disaggregati che consentano agli esperti di analizzare i rischi attuali (se ce ne sono) per la salute delle persone. È il nostro sistema democratico: è un nostro diritto!
A Berlino la sede del parlamento, il Reichstag, ha una cupola in vetro che simboleggia la trasparenza del sistema democratico tedesco. Se c’è trasparenza c’è democrazia. Ma c’è democrazia senza trasparenza?

[lettera firmata]