Ferriera, Cgil Fiom: “Il padrone Arvedi ha minacciato i lavoratori, e questo è inaccettabile”

15.01.2020 – 11.40 –  Sulla Ferriera il sindacato Cgil Fiom non cambia idea in merito a un accordo sindacale “senza la garanzia occupazionale per tutti i lavoratori” e chiede un incontro con il ministro Patuanelli che “finora ha dialogato molto poco con i sindacati, al di sotto del minimo”, afferma il segretario della Cgil Trieste Michele Piga. È prevalso il sì al referendum, che come risultato finale ha visto 277 voti favorevoli e 192 voti contrari, evidenziando un evidente spaccatura tra i lavoratori, oltre che tra i sindacati. Per la Fiom Cgil si è trattato di un ricatto ai lavoratori da parte del gruppo Arvedi. ”Patuanelli è rimasto in silenzio quando il padrone ha minacciato i lavoratori e questo è inaccettabile. Le organizzazioni sindacali, il ministro, il presidente della regione e il sindaco, non hanno garantito un contesto ai lavoratori di scelta autonoma. È prevalsa la logica del ricatto” afferma ancora Michele Piga.

Inoltre, sulla questione Fincantieri, e sul suo intervento per riassorbire gli esuberi, il segretario della Cgil afferma: “Dell’accordo con Fincantieri noi non abbiamo traccia”, invitando il ministro ad una maggiore concretezza. La chiusura dell’aerea a caldo è prevista per il 1 febbraio, e nonostante i tempi stretti, la Cgil Fiom propone 7 punti di proposta per il rilancio della discussione tra cui la richiesta urgente di convocazione di un tavolo mise sull’area di crisi industriale complessa di Trieste, ridefinendone il perimetro e allargandolo a tutta l’ex provincia di Trieste e inglobando le aree di crisi industriale semplice; interventi di bonifica su tutte le aree inquinate, intervenendo in base alla priorità e agli investimenti; applicazione del regime di porto franco di Trieste, anche per la manifattura, in quanto è assente la normativa che ne percepisca gli effetti positivi sui costi della produzione. Gli obiettivi sono l’ottenimento di garanzie occupazionali per tutti i lavoratori, la riconversione della Ferriera con il rilancio dell’industria triestina e la definizione di un sistema Trieste-Friuli Venezia Giulia nell’ambito di politiche industriali nazionali ed europee che affronti e governi il processo delle industrie in transizione e decarbonizzazione.
Il segretario provinciale Cgil Fiom Marco Relli si esprime anche sul destino dei 66 lavoratori assunti con le agenzie interinali (di cui solo circa 35 a tempo indeterminato) con possibilità di assunzione prospettata da un’azienda di San Giorgio di Nogaro, affermando come “la maggior parte dei lavoratori ha rifiutato un contratto bimestrale in agenzie di somministrazione”, una soluzione che l’azienda ha definito “da cogliere al volo”, perché il profilo professionale non corrispondeva del tutto e la ditta non ha offerto aiuti per affrontare il disagio del viaggio.

[a.d]