12 luglio 2026 – ore 07:30 – Il fondatore e amministratore delegato di Telegram Pavel Durov critica duramente il regolamento europeo cosiddetto chat control e annuncia che non sarà applicato sulla sua piattaforma di messaggistica. Durov ha lanciato la sua invettiva, condividendo sui suoi canali social una notizia riguardante il fatto che il 9 luglio l’Europarlamento ha approvato un ulteriore passaggio nel complesso iter normativo sull’ePrivacy: in particolare è passato un rinnovo temporaneo della deroga alle regole sulla privacy online, volta a consentire ai gestori delle chat di scansionare le conversazioni private dei cittadini, al fine dichiarato di cercare materiale riconducibile a reati legati alla pedopornografia e all’adescamento di minori. Si tratta del cosiddetto “chat control 1.0” o “mini chat control”, in attesa di un più ampio provvedimento, sul quale al momento non c’è consenso. Il testo approvato l’altro giorno è stato tuttavia emendato, chiedendo di escludere esplicitamente le comunicazioni con crittografia end-to-end dal campo di applicazione della deroga all’ePrivacy, su proposta dei Conservatori e Riformisti europei, con Fdi che ha rivendicato un ruolo attivo in ciò. A questo link si può leggere il nostro articolo di resoconto sulle votazioni del Parlamento europeo, mentre a quest’altro link si trova il comunicato istituzionale di Strasburgo.
“Il Parlamento europeo ha approvato a maggioranza assoluta il nostro emendamento, che afferma un principio chiaro, e cioè che la crittografia end-to-end non si tocca”, ha fatto sapere in una nota il partito di Giorgia Meloni: “Proteggere i minori dagli abusi online è una priorità assoluta. Ma la sicurezza non può trasformarsi in sorveglianza di massa né diventare un pretesto per indebolire la riservatezza delle comunicazioni”. Di seguito invece la valutazione critica pubblicata da Durov: “Un tempo tipici delle repubbliche delle banane, questi espedienti vengono ora utilizzati dall’Unione europea per far approvare leggi sulla sorveglianza”. A un utente che poi nei commenti gli ha chiesto se Telegram possa considerarsi un posto “sicuro” dal punto di vista di chi è critico nei confronti della misura, Durov ha risposto affermativamente. “Sì. Telegram non scansionerà i vostri messaggi privati”, ha scritto ancora Durov: “Non importa quali trucchi da repubblica delle banane l’Unione europea utilizzi”. Telegram non utilizza la crittografia end to end, eccezione fatta per le cosiddette chat segrete, dunque in futuro avrebbe teoricamente la possibilità di avvalersi del regolamento europeo. Ma, stando a quanto dichiarato dal fondatore, non intende farlo. Nella foto a corredo dell’articolo, lo stesso Durov ritratto nel 2013: a questo indirizzo si possono consultare tutti i crediti dell’immagine.
Articolo di Lilli Goriup


