25 dicembre: buon Natale dalla redazione, con qualche curiosità per voi

25.12.2019 – 00.19 – 25 dicembre, dicevamo, ed è Natale. Come passarlo in modo diverso? L’impresa non è mai facile, non lo è mai stata, e il dilemma su cosa e come fare, e con chi e dove stare, si ripropone ogni anno. E allora proviamo, quest’anno, a stare con voi assieme a qualche curiosità sul Natale, perché no; da dove iniziamo?

  • L’amore di Natale. Il “vero amore” menzionato in numerose canzoni della festività più sentita dell’anno, in particolare quelle tradizionali dei paesi di religione cattolica, non si riferisce a quello romantico di una coppia, ma all’amore per Dio. Molte di quelle più note, tra l’altro, furono scritte da ebrei: compositori e suonatori più versati nella musica mondana, che a loro era consentita. E niziarono a diventare popolari fra il 1500 e il 1600.
  • Proseguendo sul filo dell’amore, secondo sociologi che hanno analizzato i dati dai post di Facebook, il periodo più popolare dell’anno per interrompere una relazione e lasciarsi è quello delle due settimane prima di Natale. Il giorno di Natale, invece, è quello meno scelto. Eppure.
  • Il 25 dicembre, come è noto, fu scelto come data ufficiale per la celebrazione della nascita di Cristo da Papa Giulio, arcivescovo di Roma, nell’anno 350: non fu una decisione rapida e indolore, perché la festività di dicembre non è quella dei primi fedeli ed è legata a feste pagane come i Saturnali (dal 17 al 23 di dicembre) e la festa del Sole (il 25 dicembre). La Chiesa Romana disapprovava fortemente queste celebrazioni, e cooptò quelle pagane dichiarando che Gesù era nato il 25, pur senza averne nessuna prova o indicazione.
  • Gli alberi sempreverdi, parola che deriva in realtà non dal ‘verde’ delle foglie ma dall’inglese antico e che indicava ‘gli alberi che crescono di continuo’, sono stati simbolo di vita eterna e rinascita da sempre. Il culto pagano della continua rinascita degli abeti si è poi evoluto nell’albero di Natale cristiano.
  • Gli antichi, e fra tutti gli antichi, i Druidi, consideravano il vischio che spesso troviamo accanto all’albero come sacro, perché rimaneva verde e dava frutto d’inverno, proprio nel periodo in cui le altre piante sembravano morire. I Druidi tagliavano la pianta con il loro falcetto d’oro, e non permettevano mai che toccasse terra: ritenevano avesse il potere di curare l’infertilità e le malattie nervose, e di proteggere dal male.
  • In Irlanda, sulla collina di Tara, non troppo distante da Dublino andando a nord, c’è un albero che cresce in uno nei luoghi più verdi del mondo, e che segna la porta al confine dell’Aldilà, dove i mistici e le fate vivono liberi: è su quella collina che gli antichi re d’Irlanda venivano incoronati, e c’è chi, attorno ai rami dell’albero, lega ancora oggi nastrini con desideri. Si narra che la tradizione risalga al 3000 prima di Cristo e che abbia fortemente influenzato altre credenze europee.
  • Sempre più, sulle cartoline ricordo e su Internet, al posto di Natale si usa l’inglese Christmas. Anche in questo caso si tratta di una parola antica, “maesse” – “messa”, vista scritta per la prima volta poco dopo l’anno 1000. Dal 1500, “Christmas” viene abbreviato con la lettera greca ‘X’, prima lettera per ‘Cristo’, nome da noi desueto nella sua forma originale ma piuttosto diffuso proprio in Grecia.
  • Nei paesi del centro Europa e in particolare in Polonia accanto all’albero non ci sono renne, ma ragni. I ragni e le ragnatele di Natale sono decorazioni comuni e piacevoli, e augurio di prosperità e benessere: si narra, infatti, che fosse stato un ragno a tessere la coperta per il Bambin Gesù.
  • A proposito di decorazioni, le palline dell’albero sono tradizionalmente rotonde e rosse. Come le mele, che gli attori medievali utilizzavano per decorare gli alberi del Paradiso durante la rappresentazione della Creazione, e di ciò che seguì, protagonisti Adamo ed Eva. I tre colori tradizionali del Natale sono verde come le foglie degli alberi simbolo di vita e di rinascita, rosso come le mele del Paradiso e, in periodo più tardo, come il sangue di Gesù, e oro, rappresentante la luce, la salute e la nobiltà. La bianca neve non c’è sempre, a volte ci sono ragnatele grigie.
  • La festa di Natale non ebbe sempre vita facile: solo per citare due esempi, l’inglese Oliver Cromwell mise fuorilegge le canzoni di Natale, consentendo solo sermoni e preghiere. Theodore Roosevelt, ambientalista già allora, proibì nel 1901 gli alberi di Natale alla Casa Bianca. Le canzoni di Natale, poi, proprio non dovettero piacere neppure agli spagnoli, perché attorno al 1600 furono considerate segno di decadenza e scoraggiate in ambito familiare: un buon cristiano non avrebbe dovuto intonarle.
  • Babbo Natale, e anche questa è notizia abbastanza nota, esiste davvero. O meglio, è esistito, perché si tratta di San Nicola, che visse nel Quarto Secolo. Nato nella moderna Turchia, è il santo più popolare del mondo, e il più rappresentato dopo la Vergine Maria. Patrono di moltissime cose, fra cui di New York, nei primi dipinti viene raffigurato come un uomo autorevole, severo, che impugna una verga di betulla: in effetti, fu più simbolo della disciplina che della gioia. Prima di San Nicola, si dice che l’ispiratore della figura del ‘babbo più amato al mondo’ fosse il dio Odino, sul suo cavallo alato, che poi divenne slitta trainata da renne. E in effetti Odino dispensava sia doni, che punizioni.
  • La prima persona a decorare un albero di Natale fu, sembra, Martin Lutero. Leggenda vuole che fosse così commosso dalla vista delle stelle che brillavano da oltre gli alberi di un abete, da portarne uno più piccolo a casa, addobbandolo con piccole candele, per poter far felici anche i suoi figli così com’era stato felice lui. Il primo riferimento a un albero di Natale su una stampa, in effetti, è tedesco, e proprio degli anni in cui Lutero visse.

L’ultima notizia curiosa sul Natale, con un augurio di buone feste fatto ai nostri lettori, è che la distanza fra il pagano e il cristiano, fra il profano e il sacro, è andata via via, nei secoli, stemperandosi, trovando più punti d’unione che di distacco. E che pur fra alberi di Natale grandi e piccoli, luci, stelle comete al dritto o al rovescio, regali o non regali, e senza dimenticare una parola e un abbraccio a chi è solo e a chi soffre, oggi è il giorno. Ed è una festa bellissima.

[r.s.]

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