Porto di Trieste protagonista del Made in Italy in Cina, siglato accordo

06.11.2019 – 07.44 – Giungono le prime, concrete, conseguenze dagli accordi siglati a Roma con la Cina, lo scorso 23 marzo. Martedì 5 novembre infatti L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale ha siglato un “Memorandum of Understanding” con l’azienda cinese China Communications Construction Company Ltd (CCCC). La firma è avvenuta a Shangai, tra il presidente dell’Authority giuliana Zeno D’Agostino e Jingchun Wang di CCCC, alla presenza del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione italiano Luigi Di Maio.
Il Memorandum consentirà di avviare progetti sino-italiani tanto nei principali porti della Cina, quanto nei magazzini del Porto di Trieste.
Il “Paese del Dragone” collaborerà con Trieste nei porti di Shanghai, Ningbo e Shenzen, quest’ultimo già attivo con l’amministrazione comunale triestina. Verranno anche coinvolte le aree ad alto potenziale economico di Guangzhou e di Jiangsu.

“La firma di oggi è importante perché definisce un ruolo attivo del sistema pubblico italiano nello sviluppo della logistica, a favore di una delle qualità economiche più importanti del nostro Paese, il Made in Italy – ha spiegato Zeno D’Agostino – in quanto si tratta di progetto a disposizione del Sistema Paese: le piattaforme logistiche potranno agevolare il trasporto delle merci provenienti da tutta Italia, a supporto delle grandi aziende e delle PMI. È un segnale importante che questa partita venga giocata proprio dal settore pubblico”.

La CCCC si è sobbarcata l’ingente compito di valorizzare il “Made in Italy” attraverso i principali canali distributivi cinesi, oltre ad assumersi il rischio delle operazioni collegate ai progetti di sviluppo. Maggiormente “morbido” e meno ingombrante il ruolo triestino; l’Autorità Portuale funzionerà come parte attiva aggregatrice, fornendo supporto alla definizione tecnica dei progetti, alla loro promozione presso le istituzioni e le imprese in Italia e attivandosi per la pianificazione o lo sviluppo di infrastrutture, servizi comuni o strumenti di trade facilitation. Il suo compito sarà oliare quanto più possibile il nuovo canale logistico integrato Italia-Cina, la cui principale area di passaggio sarà il Porto di Trieste. Il primo prodotto italiano a venire valorizzato? Ovviamente il vino, a partire da quello del Friuli Venezia Giulia.