Farmacie in Friuli Venezia Giulia, più servizi e farmaci disponibili: ecco cosa cambia con il nuovo accordo

30 giugno 2026 – ore 11:30 – Novità in arrivo per le farmacie del Friuli Venezia Giulia: il nuovo Accordo integrativo regionale, firmato a Udine con le organizzazioni di settore, rafforzerà il modello della farmacia dei servizi ampliandone funzioni e prestazioni. La Regione ha programmato in quest’ambito un finanziamento di 250mila euro per il 2026 e un milione di euro dal 2027, in linea con quanto previsto dalla legge di Bilancio 2026: parte delle risorse è dedicata al sostegno delle farmacie rurali e a basso fatturato. Sono circa 400 le farmacie presenti sul territorio regionale: “un presidio essenziale”, spiega l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, “che consente di intercettare i bisogni delle persone e di dare risposte vicine, accessibili e qualificate.” Per l’assessore, il rinnovo dell’Accordo integrativo regionale conferma quindi “un’alleanza fondamentale per la sostenibilità del Servizio sanitario regionale”.

Cresce la farmacia dei servizi

Il nuovo accordo conferma innanzitutto le attività già sviluppate nel triennio 2023-2026 nell’ambito della farmacia dei servizi: prenotazioni tramite Cup, vaccinazioni, screening, distribuzione per conto di medicinali e dispositivi medici per il monitoraggio della glicemia nei pazienti diabetici. Parallelamente, verranno potenziati nuovi servizi collegati alla telemedicina, tra cui elettrocardiogrammi, holter cardiaci, spirometrie e altre prestazioni, che verranno definite congiuntamente alle Aziende sanitarie.

Più farmaci e dispositivi medici

L’accordo aggiorna l’elenco dei medicinali del Prontuario della distribuzione diretta erogabili attraverso la distribuzione per conto. Tra questi figurano anche alcune categorie di farmaci finora distribuite direttamente dalle strutture ospedaliere: l’obiettivo della misura è infatti quello di potenziare il servizio ai cittadini grazie alla rete delle farmacie di comunità. Per le farmacie rurali e per quelle a basso fatturato resta confermato l’aggio già previsto: per le altre farmacie, invece, la remunerazione viene ridefinita in considerazione dell’ampliamento dell’elenco dei medicinali. Il corrispettivo per il servizio di distribuzione è fissato in 5,40 euro più Iva per ogni confezione distribuita. In via transitoria, fino al 30 settembre 2026, resta confermato il corrispettivo di 5,80 euro più Iva per confezione, fermo restando quanto già previsto per le farmacie a basso fatturato.

Ampliato anche l’elenco dei dispositivi medici a bassa complessità, come lancette, aghi e altri dispositivi monouso, erogabili attraverso la distribuzione per conto. Il percorso informatizzato di prescrizione, avviato nel 2024 e a regime in tutta la regione da settembre 2025, consente al cittadino di recarsi in farmacia con la sola tessera sanitaria. In prospettiva, il servizio potrà essere esteso anche ad altri dispositivi.

Innovazione e digitalizzazione

Particolare attenzione è riservata anche alla digitalizzazione dei processi tra Aziende sanitarie e farmacie attraverso il Portale regionale Farmaceutica Fvg, che conclude la fase di sperimentazione ed entra ora a pieno regime. Il sistema consentirà di gestire le ricette dematerializzate, monitorare in tempo reale la distribuzione per conto e assolvere agli obblighi informativi nei confronti delle amministrazioni statali. “Le farmacie – ha aggiunto l’assessore – sono presìdi nei quali opera una componente professionale qualificata, capace di orientare il cittadino, rassicurarlo e indirizzarlo verso il percorso di cura più appropriato. Un ruolo che oggi assume un valore ancora maggiore grazie all’innovazione tecnologica e alla possibilità di avvicinare i servizi sanitari alle persone.”

Il Friuli Venezia Giulia, conclude l’assessore Riccardi, si conferma dunque “una delle realtà più avanzate” in ambito sanitario. “Abbiamo anticipato scelte poi maturate anche a livello nazionale, investendo su un modello che rende il sistema sanitario più vicino, più solido e più aderente ai bisogni delle persone.”

Articolo di Benedetta Marchetti

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