EuroBioHighTech 2021, al via all’Urban Center il futuro della biomedicina

24.09.2021 – 08.40 – Mira a congiungere salute e tecnologia, start up e grandi imprese del territorio, BioHighTech e Digital Hightech, Trieste e l’Alpe Adria la nuova edizione di “EuroBioHighTech 2021“, programmata per il prossimo lunedì 27 e martedì 28 settembre presso il nuovo Urban Center di Trieste.
“Dobbiamo convincere sui 10mila ricercatori di Trieste almeno 2mila a fare start up” così ha sintetizzato la mission della kermesse il Presidente di BioHighTech Net 4.0, Diego Bravar. Le risorse vi sono: 4 milioni, ripartiti tra Comune e Regione FVG, attraverso i fondi comunitari Porfesr 21. Teoricamente fra dicembre 2021 e gennaio 2022 tra le 20 e le 50 ditte si avvalleranno di queste risorse nell’Urban Center giuliano.
In sé EuroBioHighTech 2021 consiste in una piccola parte espositiva e in una congressuale, quest’ultima articolata in quattro sessioni plenarie a tema rispettivamente “Ricerca”, “Educazione”, “Finanza” e “Politica per l’innovazione aziendale nella tecnologia sanitaria”.
Le parole chiave della convention riassumono e racchiudono il senso dell’evento che mira a promuovere progetti di ricerca innovativi nel settore della sanità e del benessere, a connettere l’ecosistema universitario e dell’alta formazione con le PMI e le aziende del settore hightech, a innovare metodologie e prodotti per le piccole e medie imprese e infine a evolvere modelli di sviluppo innovativi nell’area dell’Alpe Adria e dei Balcani.
L’evento è gratuito e si terrà (quasi) unicamente online, tramite piattaforma virtuale; la sezione espositiva consentirà invece, sempre attraverso una vetrina in rete, di organizzare incontri B2B e di fornire in streaming una vetrina per le start up e le medie imprese locali che volessero presentare nuovi prodotti per la lotta contro il Covid-19.
Proprio in quest’ambito, ha accennato Bravar, gli studi sul vaccino ricavato dalle piante dal tabacco – già presentato a ESOF 2020 con il virologo David O’ Reilly – si sono spostati in ambito europeo, nell’Alpe Adria; e proprio a Friburgo verrà a breve presentata, anche con la rappresentanza di Biohightech, una nuova tecnologia di rilevamento Covid, basata su un tampone salivare con affidabilità del 99%.

Tanto Diego Bravar, quanto Franco Scolari, direttore Polo Tecnologico Alto Adriatico – Cluster Scienze della Vita, sono stati concordi nell’osservare che “i ricercatori che si formano a Trieste solitamente vanno poi a lavorare nelle industrie europee o negli USA; l’obiettivo è invece di farli lavorare per le industrie triestine”.
La necessità, in realtà riecheggiata nell’ultimo biennio anche dalla stessa Università degli studi di Trieste, è di “far parlare le start up con le aziende già presenti sul territorio”.
In chiusura, infine, Patrizia Andolfatto, direttore di Ares Trieste, azienda in house della Camera di Commercio Venezia Giulia, ha sottolineato la portata mitteleuropea e balcanica di EuroBioHighTech: anche le Camere di Commercio di Venezia Giulia, Veneto, Alto Adige, Carinzia, Stiria, Slovenia, Rijeka/Fiume e Pola hanno scelto di scommettere sul settore biomedicale. La dimensione dell’evento è dunque volutamente centro europea e balcanica, quale naturale conseguenza della posizione geografica triestina, storicamente luogo di frontiera.

Il Programma di EuroBioHighTech 2021

[z.s.]