10.09.2019 – 16.30 – Si “riaccende” con un tweet del neo ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, l’annosa questione delle “Grandi Navi” a Venezia in merito all’opportunità o meno di far transitare questi giganti del turismo all’interno della città. In occasione della 76ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia infatti, Franceschini, dopo che trecento attivisti del “Comitato No Grandi Navi”, che da anni cerca di evidenziare il problema, avevano occupato per sette ore il red carpet, avrebbe twittato: “Entro la fine del mio mandato nessuna Grande Nave passerà più davanti a San Marco. Il vincolo del @_MiBAC è solo il primo passo. Abbiamo perso troppo tempo e il mondo ci guarda incredulo. #GrandiNavi.”
Questo importante e fondamentale passaggio, qualora si dovesse effettivamente concretizzare, punterebbe i riflettori sulla città di Trieste, per la quale, anche a seguito del più recente scontro avvenuto nella Laguna veneta qualche mese fa tra la nave da crociera “MSC Opera” e il battello “River Countess”, si aprirebbe l’opportunità di proporsi come scalo affidabile e quindi come valida alternativa alla città di Venezia, grazie anche alla profondità del fondale e l’ampio spazio a disposizione. Un’idea, quella di Trieste quale grande scalo delle navi da crociera, sicuramente non nuova, ma che richiederebbe al contempo strutture adeguate e, probabilmente, l’utilizzo del Porto Vecchio in quanto il traffico di un vero e proprio scalo crocieristico risulterebbe, allo stato attuale, insostenibile per Le Rive e la Stazione Marittima.
“Non sarà un passaggio semplice, ma è una cosa di cui si parla ormai da troppi anni e credo basti vedere la foto di una grande nave bianca accanto a San Marco per capire che la situazioni è insostenibile.” – Ha evidenziato il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Russo, del Partito Democratico – “Questo porta quasi certamente le grandi realtà crocieristiche a guardare a Trieste, e noi sappiamo che insieme all’Autorità Portuale da anni si sta verificando l’ipotesi di potenziare la capacità di accoglienza della città.”
“Per quanto mi riguarda ho sempre caldeggiato l’ipotesi che il Porto Vecchio possa essere una nuova grande realtà per le crociere, che permetta da un lato di farsi vedere dai turisti come una realtà riammodernata e molto attrattiva, come speriamo diventi il Porto Vecchio, e dall’altro ci sarebbe la convenienza di essere a qualche metro dalla stazione e quindi la possibilità di avere anche delle navette che velocemente portino i turisti a Venezia, dove comunque immagino vorranno continuare ad andare” – ha aggiunto Russo. “Questa è una possibilità rispetto alla quale rischiamo persino di essere in ritardo, perché se ne parla da anni e forse avremmo dovuto farci già trovare pronti per questa evenienza: già nella scorsa legge di bilancio ci fu l’idea di un emendamento per un investimento da fare sulla crocieristica a Trieste, la Giunta regionale fu sorda all’epoca e sicuramente poco lungimirante. Spero che con l’accordo di tutti, perché su queste grandi sfide è assurdo che la politica si divida in ‘destra’ e ‘sinistra’ – ha dichiarato infine – ci sia l’interesse e anche la prontezza a mettere in atto tutto quello che serve. Un grande terminal crocieristico in Porto Vecchio sarebbe davvero la carta che ci permetterebbe di accaparrarci un mercato che è sempre più ricco.”
L’interesse per la situazione di Venezia da parte del neo ministro per i Beni culturali non è però del tutto nuovo, in quanto già nel 2015, quando all’epoca ricopriva la medesima carica, in occasione della conferenza di apertura degli Stati Generali del Turismo Sostenibile aveva dichiarato, anche a seguito della sua allora recente visita a Trieste: “Bisogna capire come gestire al meglio il turismo delle grandi navi, che va guidato” – aggiungendo inoltre – “ha più senso utilizzare come hub il porto vecchio di Trieste, che è molto bello, vicino, non affollato e collegato con le ferrovie. È una scelta strategica da fare, anche a costo di scontentare qualcuno.”


