Un tema, due incontri: doppio appuntamento al Lunatico Festival

30.07.2019 – 10.15 – Proseguono gli appuntamenti del Lunatico Festival, il tradizionale evento estivo ricco di eventi culturali e musicali, che da domenica 23 giugno fino a sabato 31 agosto, animeranno il Parco di San Giovanni. Giovedì 1 e venerdì 2 agosto saranno rispettivamente due gli appuntamenti in programma che avranno inizio a partire dalle ore 20.30: l’incontro dal titolo “Dalle accuse alle Ong ai porti chiusi” e lo spettacolo “Surgelati. Opera per dieci mani per scrittore e rock band.”

Giovedì 1 agosto sarà quindi la volta dell’incontro organizzato in collaborazione con la Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin che vedrà dialogare sul palco del Lunatico Festival Daniela Schifani Corfini Luchetta e Annalisa Camilli, autrice di “La legge del mare – Cronache dei soccorsi nel Mediterraneo” (Rizzoli – 2019): dove nasce e come si alimenta la propaganda contro i migranti? Quando i migranti hanno smesso di essere considerati persone? Quando i soccorritori, per lungo tempo chiamati “angeli del mare”, sono diventati agli occhi dell’opinione pubblica “taxi del mare”? Il libro di Annalisa Camilli ripercorre da vicino le fasi di questa evoluzione partendo da Josefa, la donna camerunense salvata dalla nave Open Arms nel luglio 2018, e dalla strumentalizzazione della foto delle sue unghie smaltate di rosso. Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale da oltre dieci anni impegnata a seguire le rotte delle migrazioni verso l’Europa, racconta l’origine della propaganda contro le Ong che contamina l’informazione in Rete e il dibattito pubblico. Un viaggio necessario per capire che la legge del mare ha un unico obiettivo: salvare la vita di chi rischia di sparire tra le onde.

Venerdì 2 agosto sarà invece la volta dello spettacolo scritto e suonato da Wu Ming 2 e dalla Contradamerla, il gruppo musicale marchigiano-salentino, che porterà in scena lo spettacolo “Surgelati. Opera per dieci mani per scrittore e rock band“, una rock-novel che esplora la terra promessa dell’identità personale e collettiva attraverso la vicenda emblematica di un giovane migrante, ispirata a fatti veramente accaduti.
Un ragazzo si risveglia dal coma in una stanza d’ospedale e tutto ai suoi occhi è bianco, neutro, indefinito. Persino la sua stessa immagine allo specchio. È stato ritrovato in stato di assideramento in fondo ad un camion frigorifero, su cui ha attraversato il mare e varcato clandestinamente una frontiera. E ora la sua faccia non ha più espressioni, la sua identità è letteralmente surgelata. Tutto il contesto dove il ragazzo è approdato tende a cucirgli addosso un ruolo omogeneo alla sua condizione di straniero, senza mai ascoltarlo veramente. Il nuovo mondo di cose e di persone che gli si è manifestato al risveglio sembra volerlo spingere verso immagini di sé che si rivelano immobili e stereotipate, incapaci di rendere conto del costante divenire, nell’esperienza concreta, delle identità, delle idee e delle culture.