18.02.2025 – 13.34 – Conto alla rovescia per la prima nazionale della nuova produzione della Contrada “Pazza”, al debutto al Teatro Orazio Bobbio giovedì 20 febbraio alle 20.30 e in scena fino a domenica 23. Lo spettacolo, scritto da Tom Topor andò in scena per la prima volta a Broadway nel 1980, per poi essere riproposto al cinema dallo stesso Topor in una fortunatissima versione che vide Barbara Streisand nei panni della protagonista assieme a un giovane Richard Dreyfuss. In questa nuova rappresentazione della Contrada, diretta da Fabrizio Coniglio, salirà sul palco del Bobbio un cast di attori di grande talento, tra cui la celebre Vanessa Gravina nel ruolo della protagonista, Nicola Rignanese, lo stesso Fabrizio Coniglio, Davide Lorino, Paola Sambo e Maurizio Zacchigna. Claudia Draper, una squillo di lusso, viene accusata dell’omicidio di un anziano cliente e rischia una condanna a venticinque anni di carcere. Per salvarla, la sua ricca famiglia cerca di farla dichiarare incapace di intendere e di volere, in modo da poterla internare in un istituto psichiatrico. Tuttavia, Claudia rifiuta questa strategia e decide di affidarsi a un avvocato d’ufficio, il quale intuisce la sua intelligenza e la sua capacità di collaborare alla propria difesa.
Vanessa Gravina ci descrive il suo personaggio?
Claudia è una donna straordinaria, imprevedibile e nell’imprevedibilità è prevista una dose di follia ma, come dimostreremo, una follia sana. Una persona di una sincerità, bellezza e purezza unica che si scontra con un mondo assolutamente non bello. Troverà un grande partner in crime nella vicenda, in termini di ricerca di verità e di purezza, in Nicola Rignanese, splendido collega con cui ho già lavorato per alcuni anni nella serie “Il Paradiso delle Signore” che interpreto da tempo in Rai. Claudia è un felino di una intelligenza assoluta, fuori dal comune.
E gli altri personaggi per cosa si caratterizzano?
Rappresentano personaggi dei giorni nostri, attuali e della porta accanto ma anche del mondo dell’istituzione come il Pm che è un giudice ma ha un approccio dogmatico tipico di un certo tipo di indagine iper razionalista e lo psichiatra a capo di questa struttura che vorrebbe internare la protagonista per sempre. C’è un mondo istituzionale ma sono tutti personaggi reali che si possono incontrare su un pianerottolo, nell’ascensore di un condominio, dunque a portata di mano ma rappresentano anche grandi ostacoli da sormontare, ciascuno con una propria verità. Non c’è giudizio fino ad un certo punto dello spettacolo ma non sveliamo troppo. Il pubblico partecipa in un processo aperto ed è dentro con noi e con noi ricostruisce i fatti. La trama si snoda col pubblico, gli accadimenti ricostruiscono un mosaico.
Quali sono i temi affrontati nello spettacolo?
I temi sono fortissimi. C’è una denuncia contro il sistema e contro un certo modo di pensare ed un oscurantismo mentale, ad andarci di mezzo è un’innocente. È comunque un thriller avvincente, un plot con una grande dose di suspance. Il tema della violenza di genere c’è ma è tutto apparentemente normale, quel demone che non vuoi vedere per paura di vederlo perché riguarda anche a te. La donna è sempre bersaglio anche nei rapporti più normali. C’è una supremazia maschile nelle famiglie come nelle istituzioni, nel mondo politico e ai vertici aziendali. Una strada in salita la nostra.
Quale è il messaggio che si vuole trasmettere al pubblico?
I messaggi sono tanti, sicuramente è un testo sul diritto di riappropriarsi di una dignità umana, un testo contro la violenza e la sopraffazione, contro il pregiudizio ma soprattutto che racconta come anche negli strati più alti e borghesi della società si annida il demone del male. Un testo che smaschera e il messaggio è quello di fare pulizia. Lo fa in una modalità drammaturgico teatrale ma anche attraverso un thriller che ha una trama, una suspance e una certa dose di ironia perchè la protagonista nella sua follia è una donna ironica e di verità assoluta. Strappa il buonumore.
Ai microfoni di Telequattro ha parlato di continui vasi di pandora che vengono scoperchiati, ci spiega meglio?
Sì, lo spettatore si trova difronte ad un continuo svelamento e smascheramento di un’apparenza che si vuole rivendicare come normale ma che non lo è. Ciò che è normale viene ribaltato. È tutto il contrario di quello che appare. Come se il pubblico si trovasse difronte ad uno specchio continuo. Claudia è la vox veritas, la verità carnale pulsante, che parla col corpo e non solo con anima e cuore e con l’esasperazione di una donna che non vuole più essere un ostaggio.
Lo spettacolo andò in scena per la prima volta nel 1980, siamo nel 2025 … è cambiato qualcosa secondo lei per quanto riguarda la violenza di genere?
Non è cambiato nulla, il tema è ancora più attuale oggi ed ancora più sconvolgente perché i social con la patina della normalità raccontano quello che vogliono. La realtà oggi è filtrata da questa roba qui, continuamente. Vedi quello che vuoi vedere, siamo diventati algoritmi. Siamo spiati ma non nel profondo.
Tre motivi per andare a teatro dal 20 al 23 febbraio…
Perché è una trama che ti tiene col fiato sospeso dall’ inizio alla fine, perchè è interessante vedere cosa si può tirare fuori da un essere umano quando subisce un’ingiustizia e perchè il cast di attori è strepitoso. È davvero uno spettacolo al quale stiamo dando l’anima.
[e.b.]


