12.07.2019 – 21.18 – Una mostra incapsulata dentro pareti corazzate degne di un sommergibile o di un aeroplano o di una macchina futurista di Marinetti: il tutto scandito dal passo di marcia “legionario” di stanze che si susseguono senza sosta, presentando reliquie e manufatti dell’Impresa di Fiume, come in un sacrario. È la mostra “Disobbedisco. La rivoluzione di d’Annunzio a Fiume 1919-1920” aperta oggi al Salone degli Incanti. Hanno inaugurato Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani” e curatore dell’esposizione e l’Assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi. Presente il Sindaco Roberto Dipiazza e Paolo Santangelo, segretario generale della Fondazione CrTrieste e principale finanziatore della mostra. La mostra vuole ricordare l’Impresa di Fiume attraverso il suo protagonista, Gabriele D’Annunzio, a cent’anni dal 1919.

Un’occasione, attraverso l’interpretazione di Guerri, per reinventare D’Annunzio e rivalutare la sua “reggenza” del Carnaro, basata su ideali rivoluzionari e anticonformisti, in contrasto con la morale borghese del tempo. Un potere sovversivo che si riflette nelle diverse sezioni della exhibition, le quali passano dall’identità di confine, a irredentismo e imprese eroiche, alla rivoluzione artistica, a quella rivoluzione sociale e infine all’emancipazione giovanile, soprattutto delle donne. L’avvicinarsi dei legionari a Fiume, in quel lontano 1919, viene riflesso non solo nella successione delle sale, quanto nella durata stessa della mostra, prevista fino al 3 novembre, data simbolo dello sbarco delle truppe italiane a Trieste e della fine dell’incubo della “Grande Guerra”.

Ha introdotto l’odierna presentazione l’Assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi osservando come si tratti di “una mostra straordinaria – e tra l’altro accompagnata da un bellissimo catalogo – dalla quale emerge forte il tema della ricerca della felicità da parte dell’uomo contemporaneo, in questo caso emblematicamente rappresentato dalla personalità eccezionale di Gabriele D’Annunzio, il quale postula e cerca di tradurre in realtà, tramite l’Impresa di Fiume, anche una sorta di nuova “felicità sociale“, non solo individuale. A scuola abbiamo imparato molto del D’Annunzio poeta, certamente un grande in questo campo – ha proseguito Giorgio Rossi – ma nulla ci è stato mai invece detto del D’Annunzio sognatore di una nuova realtà utopica, con l’idea di vivere la vita appieno e fino in fondo, portando pure, in tal senso, un messaggio rivoluzionario di pace e fratellanza fra tutte le persone, e tutti i popoli e classi sociali.”

“Ed è proprio sulla necessità condivisa di riscoprire “questo” D’Annunzio e di approfondire questi temi – oltre che grazie a un bellissimo feeling umano reciproco – che ci siamo subito ritrovati con un Giordano Bruno Guerri più che deciso a portare avanti questa necessaria “rilettura” del “Poeta Soldato” al di là degli schematismi troppo facili e di comodo. Una rilettura – ha concluso Rossi – che è giusto e opportuno proporre alla riflessione di una società che, nonostante notevoli progressi, ancora oggi forse non desidera davvero crescere del tutto…”

Nel suo saluto, il Sindaco Roberto Dipiazza ha dal canto suo voluto ricordare come l’idea di organizzare a Trieste una mostra sui 100 anni della “Marcia su Fiume” sia sorta, circa un anno fa, da un proficuo incontro al Vittoriale con il presidente Giordano Bruno Guerri – “un Vittoriale, tra l’altro, da lui stupendamente trasformato e ravvivato”, ha sottolineato Dipiazza.

“E ciò nell’intento, che abbiamo condiviso, di poter riscoprire un episodio fondamentale della storia del ‘900 “ricollocandolo” in una più giusta prospettiva, attraverso un racconto corretto, chiaro e libero da fantasmi propagandistici, da poter avviare proprio qui a Trieste, città che con Venezia fu il centro strategico dell’Impresa fiumana, ma anche città, oggi, sempre più vivace, in fase di crescita e aperta a una grande, crescente collaborazione con i Paesi vicini, in primis con Slovenia e Croazia, approfondendo forme di collaborazione già molto attive sul piano culturale, seguendo il filo di un dialogo già emblematicamente stabilito con il Concerto dell’Amicizia del 13 luglio 2010 in piazza dell’Unità alla presenza dei Presidenti delle tre Repubbliche, e che dovrà presto conoscere delle ulteriori importanti tappe”.

Il Sindaco Dipiazza ha quindi ringraziato “tutti coloro, come la Fondazione CrTrieste e la Trieste Trasporti, che hanno fatto sì che si potesse realizzare questa bella e interessante mostra, rispetto alla quale – ha rimarcato – alcune polemiche sono davvero senza senso e fuori luogo, come quella sulla statua del “Vate” che – ha riconfermato – troverà una valida collocazione in piazza della Borsa, essendo un omaggio a un grande Poeta e a un grande Italiano, oltre che un nuovo motivo di attrazione per la nostra città.”

 

Il presidente Giordano Bruno Guerri ha ribadito l’intento fondamentale, innanzitutto per la verità storica, di “giungere a modificare un’idea consolidata, ma errata su ciò che fu veramente l’Impresa di Fiume: ovvero un esperimento rivoluzionario e libertario, anticipatore di ben altre correnti ideali e politiche del nostro tempo e non un’”impresa fascista”, come cercò di far credere, “pro domo sua”, per tutti gli anni successivi, Mussolini, poi avallato in ciò purtroppo anche dall’Italia democratica e repubblicana, mentre solo gli storici, a partire da De Felice, iniziarono a proporre una necessaria revisione di questo ormai luogo comune. “Confido – ha concluso Giordano Bruno Guerri – che questa mostra, nuova di zecca e ideata apposta per Trieste, assieme ai testi che la accompagnano, possa dare un definitivo contributo chiarificatorio.”

Dopo aver spiegato alcuni particolari aspetti che emergono nell’esposizione, tra cui la passione di D’Annunzio per la raccolta, ovunque, di cimeli e reperti e l’amore per i profumi – motivo per cui anche nella sede della mostra saranno di tanto in tanto diffusi degli aromi attinenti allo “Chanel n. 5” da lui prediletto – Giordano Bruno Guerri ha sottolineato in conclusione che “Un popolo che non conosce la propria storia è come un individuo che non sa nulla della sua.”

La mostra, prodotta da “Contemplazioni – L’impresa della cultura”, sarà visitabile fino al 3 novembre 2019, con orario da martedì a domenica dalle 10 alle 20, chiusa il lunedì; con aperture straordinarie previste per il 15 agosto e il 1 novembre; biglietto d’ingresso 6 Euro, ridotto 4 Euro (per i visitatori con più di 65 anni, per i giovani dai 20 ai 26 anni e per varie altre categorie), mentre l’ingresso sarà gratuito per bambini e ragazzi fino ai 19 anni.

Visite guidate gratuite saranno effettuate ogni domenica: alle ore 10.30 in lingua italiana; alle 11.45 in lingua inglese. Massimo 15 persone per gruppo. Gradita la prenotazione (posta: [email protected] – tel. 040-3226862).