07.10.2018 – 12.05 – Il Borgo San Sergio ha preso un po’ di colore quest’estate, grazie all’opera degli artisti del progetto formativo “Attiva Giovani – Street Art per riqualificare la città pubblica”: il muro di delimitazione del campo pubblico di pallacanestro (sul lato dell’ingresso, da via Eugenio Curiel) presenta da qualche giorno un impressionante murales di diversi metri di lunghezza, che ravviva una zona altrimenti cementificata. Il risultato è stato possibile grazie a un progetto formativo, co-finanziato dal Fondo Sociale Europeo attraverso il POR FSE 2014/2020 e dalla Regione Friuli Venezia Giulia-Direzione centrale Lavoro, Formazione, Istruzione e Famiglia.
Un progetto “pensato” e sorto per i cosiddetti “NEET” (Not engaged in education, employment or training), ovvero per ragazzi e ragazze tra i 18 e i 30 anni, residenti o domiciliati nel nostro caso in Friuli Venezia Giulia, che negli ultimi 12 mesi, per diversi motivi e problematicità personali o essendo comunque in difficoltà, non hanno potuto lavorare né partecipare a corsi di formazione con rilascio di titolo di studio.
Ne è derivato un percorso, realizzato dalla Edilmaster, in partenariato con l’UTI Giuliana e la Cooperativa Sociale Duemilauno Agenzia Sociale e con la collaborazione del PAG – Progetto Area Giovani del Comune di Trieste, che si è concretamente tradotto in un corso avviato dalla stessa Edilmaster che ha visto la partecipazione di 7 giovani per complessive 200 ore tra attività in aula e laboratori esperienziali sul campo attraverso cui apprendere e mettere subito in pratica le principali tecniche e metodologie volte a riqualificare la “città pubblica” con il linguaggio della cosiddetta street art (arte di strada).

Laboratori svolti da docenti del calibro di Mattia Campo Dall’Orto (referente dell’associazione Macross cui è affidata la direzione artistica dell’intero progetto “Chromopolis – la Città del futuro”), Giovanni Battista Piovesana (anche lui dell’Associazione Macross) e Claudio “Daker” Paolini, cui si sono affiancate lezioni di sicurezza e salute sul luogo di lavoro, autoimprenditorialità e tecniche di ricerca attiva del lavoro, con una mirata e puntuale azione di orientamento della quale sono stati protagonisti gli operatori della Cooperativa Sociale Duemilauno Agenzia Sociale dando modo ai giovani partecipanti di venire a conoscenza dell’ampia serie di opportunità di formazione e di inserimento lavorativo proposte dal locale Centro per l’Impiego.
“Un percorso che dunque, nel suo insieme, è stato tanto tecnicamente formativo quanto motivazionale” – ha spiegato Walter Lorenzi direttore dell’Edilmaster – Scuola Edile di Trieste – “focalizzato nel fornire ai futuri artisti una serie di strumenti utili prima di tutto per ricominciare a credere maggiormente nelle proprie possibilità e potenzialità, portandoli quindi a realizzare concretamente un intervento “fisico” nello spazio pubblico che li ha obbligati a mettersi nei fatti in discussione, in gioco”.
“Un progetto, questo dell’”Attiva Giovani”, che ha visto la sperimentazione di una formula collaborativa vincente”, ha osservato dal canto suo Telga Moratto, della Cooperativa Sociale Duemilauno Agenzia Sociale, “dove pubblico, terzo settore e mondo della formazione hanno lavorato congiuntamente per fornire una risposta concreta a una nicchia di popolazione di per sé restia a partecipare attivamente ad attività comunitarie volte alla crescita personale e professionale e alla costruzione di reti e rapporti sociali, che sono fondamentali invece per passare dallo stato di “NEET” a quello di protagonisti del proprio futuro”.

Materialmente, l’intervento artistico è partito con la previa ripulitura del muro dalle scritte vandaliche per poi proseguire con la realizzazione di due “pezzi” ispirati da una serie di avvenimenti reali e dalle collegate immancabili “leggende metropolitane” che hanno visto protagonista il territorio di Borgo San Sergio. Così, il topo e il cinghiale (o meglio “El sorzo e el cinghial”, come sono stati opportunamente declinati, in triestino) e la volpe e il gabbiano (ovvero “La volpe e el cocal”) sono “passati” dalle pagine della cronaca cittadina ai muri del campo di pallacanestro di Borgo, attraversando i racconti dei residenti, e dando infine un’identità visiva a un luogo che prima era invece costellato da una mera sovrapposizione confusa di segni su uno sfondo grigio-cemento.
L’Assessore Rossi, presente all’inaugurazione, ha voluto “intervistare” ognuno dei giovani protagonisti di questa nuova “impresa” di street – art sperimentata sul nostro territorio. E così gli ormai “ex NEET” Tommaso, Elisa, Lorenzo, Denise, Matteo, l’afgano Abdullah e la “capogruppo” Cristina, tutti ben convinti “che la più sportiva città italiana abbia ancora bisogno di tanto colore”, hanno espresso, uno dopo l’altro, ma tutti con un concorde sentire, la loro soddisfazione per il lavoro svolto. Sottolineando poi, con grande convinzione, l’impegno a voler proseguire e perfezionare ancora tecniche e idee progettuali, per far sì che dopo questa prima azione altre ne seguano, per ridare vita e migliorare tanti angoli e spazi della nostra città, a cominciare, come fatto in questo caso e come delineato nel progetto “JoyJam #Iperattivincampo”, da quelli sportivi, con la riqualificazione dei campi gioco (e degli stessi pavimenti da gioco), con nuovi disegni e colori.


