3 giugno 2026 – ore 16:30 – I controlli ai confini introdotti con la sospensione del Trattato di Schengen hanno contribuito a ridurre gli ingressi irregolari e ad aumentare gli arresti, in particolare quelli dei cosiddetti “passeur“, i trafficanti di esseri umani. Lo sostiene il Sindacato autonomo di polizia (Sap) del Friuli Venezia Giulia, che in una nota richiama i dati diffusi dal Ministero dell’Interno. Secondo il segretario regionale del Sap FVG, Lorenzo Tamaro, l’esperienza maturata durante il periodo di sospensione evidenzia la necessità di migliorare l’organizzazione dei controlli frontalieri, prevedendo strutture permanenti e adeguatamente attrezzate presso i valichi, da attivare in caso di necessità. Il sindacato sottolinea inoltre l’importanza del rafforzamento degli organici della Polizia di Frontiera, avvenuto negli ultimi mesi proprio in relazione al ripristino dei controlli. Una misura ritenuta necessaria per garantire sia le attività di vigilanza lungo la fascia confinaria sia i controlli nelle aree di retrovalico. Nella nota il Sap evidenzia come la specialità della Polizia di Frontiera, incaricata del controllo dei confini, abbia operato per anni con organici inferiori a quelli previsti, in un contesto caratterizzato dagli arrivi lungo la cosiddetta Rotta Balcanica.
Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sui costi dell’immigrazione clandestina e sulle ricadute che, a suo giudizio, il fenomeno può avere in termini di sicurezza e contrasto alla criminalità organizzata, ribadendo il ruolo degli operatori di frontiera nelle attività di prevenzione e controllo. Infine, il Sap FVG si interroga sull’evoluzione del quadro internazionale e dei rischi per la sicurezza che avevano portato all’introduzione della sospensione di Schengen, osservando che le tensioni e i conflitti nell’area mediorientale non risultano ancora superati.
Articolo di Francesco Viviani


