30 giugno 2026 – ore 07:30 – Giorgia Meloni ieri ha ricordato Oriana Fallaci. “Nel giorno della nascita di Oriana Fallaci viene naturale tornare a uno dei temi che ha attraversato gran parte della sua attività, come scrittrice e giornalista, e che oggi appare più attuale che mai”, si legge nel post sul profilo X del presidente del Consiglio: “Il destino dell’Occidente e della sua identità. L’Occidente non è soltanto uno spazio geografico o un sistema di alleanze. È una civiltà costruita nei secoli attorno alla libertà, alla dignità della persona, alla democrazia e al diritto. Un’eredità che appartiene a popoli diversi, ma legati da valori comuni. Possiamo avere idee e interessi differenti, possiamo discutere e confrontarci, è la forza delle democrazie. Ma c’è qualcosa che viene prima di ogni distinguo: la consapevolezza di appartenere ad una stessa civiltà e la responsabilità di custodirla. Viviamo un tempo segnato da guerre, instabilità e profondi cambiamenti. Le grandi sfide del nostro tempo non ci chiedono di essere tutti uguali. Ci chiedono di restare uniti e fedeli a ciò che siamo. Perché gli scenari mutano, i governi si alternano, il mondo evolve, ma ciò che non può cambiare è la fedeltà ai principi che hanno fatto dell’Occidente la più grande esperienza di libertà della storia“.
Le parole di Giorgia Meloni arrivano a pochi giorni dal suo scontro inaudito con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dei suoi retroscena e delle dichiarazioni distensive dell’ambasciatore statunitense Tilman Fertitta. Parole evidentemente non improvvisate, ma che riecheggiano il concetto di unità occidentale, il cosiddetto Make West great again, che il primo ministro italiano aveva già esposto nel suo discorso in occasione della cerimonia per il conferimento del Global citizen awards da parte dell’Atlantic Council il 23 settembre 2024, così come durante la sua visita del 17 aprile 2025 alla Casa Bianca con il presidente Donald Trump: in sintesi Giorgia Meloni afferma che le due sponde dell’Atlantico debbano dal suo punto di vista rimanere unite per poter rappresentare un soggetto geopolitico nel nascente mondo multipolare. Sotto questo aspetto, anche il ricordo di Oriana Fallaci (Firenze, 29 giugno 1929 – Firenze, 15 settembre 2006) appare significativo: esempio di una donna italiana che alla fine scelse l’America, dopo aver seguito con i propri occhi guerre e vicende politiche in tutto il mondo. La nota giornalista visse infatti in pianta stabile a New York (secondo Treccani, a partire dal 1963; secondo Wikipedia, dopo la pubblicazione di Insciallah nel 1990). Tornò nella sua Firenze per morire, a seguito di un peggioramento del cancro ai polmoni che l’affliggeva.
Articolo di Lilli Goriup


